dentro gli USA

3 Luglio 2007 Nessun commento


Il capo del partito di minoranza al Senato, Harry Reid (Democratico, del Nevada) definisce questo Congresso “il più corrotto” della storia (1). Ron Paul, membro della Camera dei Rappresentanti (Repubblicano, del Texas), usa spesso il termine “stato di polizia” per descrivere la nostra situazione nazionale. Secondo il senatore Patrick Leahy (Democratico, del Vermont), George Bush sta facendo i più ampi richiami al potere senza freni dai tempi della Guerra d’Indipendenza (2). L’ex ambasciatore degli Stati Uniti Joseph Wilson, colui che ha dimostrato che Bush mentì per spingerci in guerra contro l’Iraq, dice: “Truppe fasciste hanno preso il controllo delle leve del potere” (3). Agli Statunitensi si sta dicendo chiaro e tondo che la loro Repubblica è diventata uno stato di polizia fascista ? hanno solo bisogno di orecchie per ascoltare.
In uno stato di polizia fascista, il dittatore si assicura il potere grazie al sostegno di grandi imprese private a cui vengono concessi privilegi speciali e che, di conseguenza, traggono vantaggio dal fare affari con i dittatori. Continuamente allettato dai 28.000 lobbisti delle grandi imprese presenti nel District of Columbia (4), il Congresso sta facendo la sua parte nella costruzione di uno stato fascista in America.

Nel corso del recente discorso del presidente Bush sullo Stato dell’Unione, questi legislatori corrotti si alzavano continuamente in piedi per applaudire il traboccare di parole che un editoriale del New York Times ha definito “analogie ingannevoli, slogan da propaganda e false scelte” (5). La loro adulazione servile richiama alla mente un’era Sovietica passata, quando file interminabili di membri del Comitato Centrale applaudivano come degli automi ciò che era più gradito a Stal in, per assicurarsi la boccata d’ossigeno successiva.
Approvando delle leggi fasciste che non hanno mai letto
Dopo l’approvazione del Patriot Act del 2001, il Rappresentante Paul raccontò all’Insight Magazine che quel progetto di legge di 2.200 pagine non era stato messo a disposizione del Congresso per una lettura prima del voto (6). Così i membri del Congresso più corrotto della storia hanno approvato senza obiezioni la legislazione più facista che avessero mai letto. La nostra costituzione enumera i diritti inalienabili, che sono riaffermati enfaticamente nei primi 10 emendamenti, comunemente noti come “The Bill of Rights” [La Carta dei Diritti, ndt]. Con il Patriot Act, il “diritto” alla libertà di parola, di riunirsi pacificamente e alla riservatezza della propria persona, dei propri documenti e dei propri effetti sono stati ridotti a dei “privilegi” che il governo può portar via in qualsiasi momento. L’autorità del Patriot Act ha sospeso il diritto al processo equo e ad un giudizio veloce e pubblico; addirittura ha cancellato la tutela contro pene crudeli ed eccezionali. Gli agenti al servizio dello stato fascista possono liberamente intercettare le nostre telefonate, entrare nelle nostre case e nei nostri uffici, perquisire e confiscare senza mandato, e trattenerci a tempo indeterminato in assenza di accuse ? con il pretesto della sicurezza degli Stati Uniti.
Mentre andiamo in stampa, il Patriot Act originario, che prevedeva una clausola di scadenza, si trova ora nelle fasi finali dell’emendamento e dell’approvazione da parte del Congresso, come caratteristica permanente del panorama fascista statunitense.
L’inchiostro sul Patriot Act si era appena asciugato, quando il Congresso ha approvato l’Homeland Security Act del 2002. Il Rappr. Paul ha dichiarato che il Congresso non ha letto neanche il progetto di legge di 500 pagine che ha dato vita al “Department of Homeland Security” (DHS) [Ministero della Sicurezza Nazionale, ndt] (7). Il DHS, un raccapricciante apparato per la raccolta di informazioni che richiama alla mente le SS naziste, ha accorpato 22 agenzie federali e le relative banche dati, impiegando quasi 250.000 lavoratori. Il colonnista del New York Times William Safire ha riferito agli Statunitensi che, con il DHS, “Voi siete persone sospette” (8). Il Rappr. Paul conferma che “Il Dipartimento rappresenta un aumento del tutto nuovo delle dimensioni e del campo d’azione del governo federale, che servirà principalmente a spiare il popolo degli Stati Uniti” (9).
Fascista ? fino all’osso
Michael Chertoff è stato nominato da Bush nel 2004 capo del DHS. Chertoff sembra il gemello identico di Vladimir Lenin, dittatore e fondatore dei Soviet, e questo ci consegna un vero e proprio flashback sulla Rivoluzione Russa del 1917. Quella redditizia operazione di Wall Street, che ha dato il via libera alla feroce tirannia comunista su centinaia di milioni di persone per quasi tutto il XX secolo, fu finanziata e diretta da New York da un gruppetto di laureati all’Università di Yale membri di “Skull and Bones” [Teschio ed Ossa, un'organizzazione di stampo massonico, ndt], che erano in affari con la famiglia di Averell Harriman (10). George Herbert Walker, bisnonno di quel fascista di “Skull and Bones” che ora occupa la Casa Bianca, era socio di Harriman quando Lenin accordò al cartello di Harriman a Wall Street vantaggiose concessioni sulle risorse naturali della Russia (11). Lenin nominò anche il socio di Harriman, Max May, della banca Guaranty Trust di Wall Street, primo vicepresidente della RusKomBank sovietica (12).
La potente organizzazione di Yale “Skull and Bones” ha inoltre una predilezione per il fascismo, com’è chiaramente illustrato dal coinvolgimento di Harriman-Bush nei finanziamenti segreti ai Nazisti tedeschi negli anni ’30 (13). Il nonno del nostro attuale Comandante in Capo, Prescott Sheldon Bush, era un socio di Harriman, ed era implicato in relazioni d’affari con la macchina da guerra di Hitler addirittura dopo l’inizio della Seconda Guerra Mondiale (14). Spudoratamente Prescott non riuscì a privarsi di più di una dozzina di relazioni con “nemici nazionali”, che perdurarono almeno fino al 1951 (15).
Dal momento che noi testimoniamo la progressione del fascismo galoppante sotto l’amministrazione del nipote di Prescott, dobbiamo ricordare che il cartello “Skull and Bones”, tanto abile nell’indurre le nazioni a finanziare guerre e rivoluzioni, ha creato nel 1947 la CIA, con a capo il “Bonesman” [uomo di "Skull and Bones", ndt] Robert A. Lovett (16). Il nostro florido stato fascista è un’enorme metastasi dell’ossessione per il potere di quel cartello, resa possibile grazie alla segretezza ritualistica ed al controllo intransigente operato sull’intelligence statunitense negli ultimi 60 anni che la contraddistinguono. L’attuale generazione di “Bonesmen” dirigenti si sta ora fondendo sfacciatamente con gli esecrabili modelli sovietico e nazista in un ibrido per i nuovi Stati Uniti dell’Homeland Security.
Il Congresso riforma la “intelligence”
Nel 2004 un Congresso incapace e/o compromesso ha approvato senza fiatare l’Intelligence Reform Act [Legge di Riforma dei Servizi Segreti, ndt], un progetto di legge di più di 3.000 pagine. Quest’orrore orwelliano ha dato vita al Department of National Intelligence (DNI) [Ministero dei Servizi Segreti Nazionali, ndt]. Tutte e 15 le agenzie di spionaggio statunitensi fanno ora rapporto al mega-commissario del DNI John Negroponte, un veterano dello scandalo Iran-Contra. Questa nuova legge ambigua istituisce un centro antiterrorismo e contempla una rete di satelliti spia in grado di monitorare i sistemi di comunicazione privati. Essa impone che tutte le patenti di guida ed i certificati di nascita vengano standardizzati, creando quindi un sistema identificativo a livello nazionale. Alcuni articoli dell’Intelligence Reform Act sono stati classificati come “top secret” ed ai membri del Congresso non è stato permesso di leggerli (17). Gli Statunitensi devono ancora scoprire quali maligne implicazioni ha in serbo il DNI per il futuro.
Nel giugno 2005, George Bush ha posto una sezione dell’FBI sotto il proprio controllo, dando vita al National Security Service [Servizio di Sicurezza Nazionale, ndt]. Quest’apparato di polizia segreta, operando dalla Casa Bianca, funzionerà senza la supervisione del Congresso (18). Nell’ottobre 2005, Bush ha istituito con un decreto legge il National Clandestine Service [Servizio Nazionale Clandestino, ndt], una nuova sezione poco accomodante della CIA autorizzata ad effettuare operazioni segrete, spionaggio e lavori sporchi all’interno degli Stati Uniti (19). Di quante unità della Gestapo ha bisogno un Fuhrer?
Intanto il vero volto fascista del megalito dell’Homeland Security di Chertoff si è visto l’anno scorso, quando ha chiamato a raccolta più o meno 50 grandi imprese, tra cui Microsoft, Oracle e Verizon, al fine di ottenere il loro aiuto per sorvegliare e tracciare le attività degli Statunitensi. Ha raccontato loro che l’Homeland Security stava prendendo in considerazione l’idea di assumere un gruppo di persone senza scopo di lucro per raccogliere informazioni sui cittadini, segnalando i loro nomi all’Homeland Security per un’indagine minuziosa (20).
Questa è la classica formula fascista ? grandi società invogliate dall’Homeland Security ad arricchirsi tenendo sotto sorveglianza 300 milioni di Statunitensi in qualità di persone sospette. Il Dipartimento sta ora raccogliendo una quantità pantagruelica di informazioni su ogni cittadino ? da fonti assolutamente inimmaginabili ? col suo nuovo sistema di “controllo delle informazioni” chiamato “Analysis, Dissemination, Visualization, Insight and Semantic Enhancement (ADVISE)” [Analisi, Diffusione, Visualizzazione, Intuizione e Perfezionamento Semantico, ndt]. Setacciando montagne di informazioni computerizzate, la Gestapo di Chertoff è in grado in questo momento di identificare i nostri “modelli di comportamento critici” per valutare le nostre “motivazioni ed intenzioni” (21).
Emerge uno stato di sorveglianza estremamente paranoica
L’Homeland Security sta avviando delle agenzie per il rispetto della legge da un capo all’altro della nazione per tenere d’occhio tutti. Un appunto del 2004 dell’Homeland Security (22), inviato ai dipartimenti di polizia ed agli uffici degli sceriffi in tutta la nazione, istruiva il personale responsabile dell’applicazione della legge a vigilare sulle folle prestando attenzione alla gestualità fin nei minimi particolari: in questo caso, il grattarsi o una contrazione involontaria potrebbero rivelare un aspirante terrorista nel tentativo di confondersi nella vita quotidiana statunitense mentre progetta un attacco. L’appunto metteva in guardia contro chiunque manifestasse arroganza o esprimesse “avversione verso gli atteggiamenti e le decisioni del governo degli Stati Uniti”, sottintendendo che il dissenso è sinonimo di terrorismo e di considerare sospetto un volto inespressivo o “un viso pallido con la barba fatta di recente”.
Esso avvertiva anche che per un terrorista può risultare insopportabile fare la fila in drogheria. Quindi apprendiamo che per evitare di destare sospetti, i bravi cittadini di casa nostra devono astenersi da tic o grattatine in pubblico e mantenere una faccia allegra in drogheria.
Il Washington Post ha osservato che anche ogni gruppo militare degli Stati Uniti sta spiando i cittadini statunitensi entro i confini nazionali. Una conferma di ciò si è avuta dal Senatore Ron Wyden (Democratico, dell’Oregon), membro della Commissione Scelta dei Servizi Segreti del Senato, che venne insultato quando, lo scorso novembre, disse al Washington Post: “Noi stiamo deputando i militari a spiare, negli Stati Uniti, gli Statunitensi rispettosi della legge” (23).
Un tentacolo di questo apparato spionistico militare nazionale è rappresentato dalla “Counterintelligence Field Activity” (CIFA) [Attività nel Settore del Controspionaggio, ndt] del Pentagono, un conglomerato di potenti consigli direttivi che raccolgono e studiano nomi di persone che sono considerate una minaccia per le infrastrutture dello stato fascista (24).
Il professore di Scienze Politiche Christopher Pyle spiega che le “Joint Terrorism Task Forces” (JTTF) [Unità Operative Congiunte contro il Terrorismo, ndt] riuniscono esperti militari ed agenti che hanno il compito di far applicare le leggi come fossero parte di “una grande associazione dedita in realtà alla distruzione del Quarto Emendamento, in vista di un’attività illimitata di perquisizione e sequestro” (25).
Il commentatore Steve Weissman conferma che le JTTF, l’FBI e la polizia locale stanno organizzando silenziosamente la propria polizia segreta su misura (26).
Il Pentagono ? con la sua vasta rete di agenzie spionistiche ? è impegnato, da quel che si dice, in una lotta per il potere con il Congresso ed il neonato DNI. Il Segretario della Difesa Rumsfeld gode di una cattiva reputazione perché sta cercando di attuare una propria politica estera (27). Egli ha creato un nuovo apparato spionistico per conto proprio, lo “Strategic Support Branch” (SSB) [Sezione di Supporto Strategico, ndt]. Secondo il The New York Times, le reti dell’SSB di Rumsfeld, attualmente dispiegate in diverse nazioni da una parte all’altra del globo, sono immuni sia dalla sorveglianza del Congresso, che dall’esame dei media (28).
Squadre per operazioni speciali percorrono attualmente il pianeta per compiere le missioni operative clandestine di Rumsfeld, di cui non viene tenuta una documentazione e su cui non vengono fatte domande (29). Alcune di queste operazioni vengono condotte dal Tenente Generale General William Boykin (30), che chiama l’Esercito degli Stati Uniti la “Casa di Dio” ? è evidente che guerra, militarismo e vigilanza coercitiva diventano una specie di religione fascista.
Il Pentagono controlla anche la “National Security Agency” [Agenzia per la Sicurezza Nazionale, ndt] che era stata autorizzata da Bush, in violazione della legge, ad effettuare intercettazioni telefoniche illecite e senza autorizzazione sui cittadini statunitensi prima dell’11 settembre. Più o meno nel momento in cui si è impadronito della Casa Bianca, Bush ha dato ordine all’NSA di lanciare un frenetico programma di spionaggio interno illegale, privando gli Statunitensi della protezione, prevista dal Quarto Emendamento, contro un’ingiustificata intrusione da parte del governo (31). Tutto ciò si è verificato molto prima che si potesse usare la scusa del terrorismo. Fa onore al Senatore Russ Feingold la sua affermazione di essersi vergognato durante il discorso sullo Stato dell’Unione del 2006, quando i suoi colleghi legislatori hanno applaudito in maniera esagerata la difesa di Bush di questa sorveglianza illecita. “Da quando ci si alza in piedi e si applaude per aver violato la legge?” ha chiesto Feingold (32).
Il New York Times ha riportato che dopo l’11 settembre alla NSA sono diventati isterici, ed hanno mandato all’FBI nomi, indirizzi ed e-mail di migliaia di Statunitensi per indurli ad effettuare delle indagini (33). Nell’Idaho (e in ogni parte della nazione), i musulmani rispettosi della legge sono stati molestati ed interrogati incessantemente dall’FBI. Alla fine l’ACLU [American Civil Liberties Union, Unione Americana per le Libertà Civili, ndt] ha tenuto un seminario per insegnare a queste persone come difendersi nel corso degli infiniti interrogatori (34). L’FBI è stata sommersa di richieste da parte dell’NSA ? inoltre ora si sa che l’FBI non ha individuato alcuna cellula terroristica all’interno degli Stati Uniti (35) ed ha agito principalmente per spaventare cittadini innocenti e violare la loro privacy (36).
Il governo ed i suoi fornitori devono essere ritenuti irreprensibili
L’ulteriore prodotto dello stato di polizia noto come “Project Bioshield Act of 2004″ [Progetto Scudo Biologico del 2004, ndt], autorizza i segretari del DHS ed il Department of Health and Human Services (DHHS) [Ministero della Salute e dei Servizi Sociali, ndt] ad assumere virtualmente il controllo dei corpi di tutti i cittadini statunitensi nel caso di un’emergenza nazionale. Gli ufficiali sanitari sono autorizzati ad obbligare ciascuno ad accettare vaccinazioni o medicinali prescritti dallo stato, ed a conformarsi agli ordini di quarantena (37). Con il generoso finanziamento al Progetto Bioshield, lo stato e le agenzie locali hanno passato il tempo ad esercitarsi in vista del giorno in cui ai cittadini sarà ordinato di schierarsi a favore delle contromisure bioterroristiche che stanno preparando per loro le grandi case farmaceutiche che beneficiano di generosi contratti federali.
La libertà assoluta da ogni responsabilità per quelle aziende è stata inserita nel “Public Readiness and Emergency Preparedness Act” [Legge sulla Preparazione Pubblica alla Prontezza in caso di Emergenza, ndt], approvato nel dicembre 2005. Secondo alcuni testimoni indignati del Congresso, Bill Frist, il leader di maggioranza al Senato, ed il portavoce della Camera Dennis Hastert hanno usato un tortuoso sofisma per introdurre furtivamente questo provvedimento nel discorso, senza l’approvazione della commissione di consultazione Camera-Senato responsabile del progetto di legge definitivo (38).
Ora, se i cittadini si ammalano o muoiono a causa dei farmaci e dei vaccini da guerra biologica che la patria li obbliga ad assumere, essi non possono né citare in giudizio i produttori, né chiedere un indennizzo al governo.
Questa rete di protezione per le case farmaceutiche è d’importanza vitale perché i nuovi vaccini ricombinanti contengono adiuvanti mortali allo squalene come l’MF59, o altri additivi a base di lipidi come l’MPL. Questi grassi non solubili causano una grave infiammazione decomponendosi gradualmente nel corpo umano. Gli animali da laboratorio a cui sono stati iniettati adiuvanti a base di lipidi sviluppano sempre stati di autoimmunità incurabili, sintomatici di sclerosi multipla, artrite reumatoide e lupus eritematoso sistemico (39).
Centinaia di appartenenti al personale militare, a cui sono stati iniettate quantità sperimentali di vaccini contro l’antrace contaminati da squalene, hanno sviluppato anche malattie croniche dolorose ed incurabili (40). Quando l’ago di quei nazisti dell’Homeland Security inizierà ad iniettare a forza alla popolazione i nuovi vaccini corretti coi lipidi, gli Statunitensi capiranno veramente il significato della parola “bioterrorismo”.
I nuovi limiti della fantasia
Intanto, mentre matura profondamente il fascismo dell’Homeland Security, i racconti che parlano di sorveglianza in stile Gestapo e di violazioni dei diritti di proprietà arrivano da ogni parte.
? Doug Thompson, un cronista navigato del District of Columbia, con molte conoscenze ? il cui sito internet Capitol Hill Blue ha tenuto aggiornati i lettori sul comportamento sempre più bizzarro ed incostante di George W. Bush ? ha scoperto di recente che l’FBI ha raccolto oltre 100 pagine di informazioni banali che lo riguardano a partire dall’11 settembre. E’ stato un suo amico del Justice Department [Ministero della Giustizia, ndt] a mostrargli concretamente questi dati (41).
? Un altro corrispondente premiato, James Moore, coautore di un libro che critica Bush, si è recato all’aeroporto per prendere il volo che aveva prenotato e gli è stato riferito che attualmente il suo nome è inserito nelle “no-fly lists” [liste che contengono nominativi di persone a cui non è permesso l'imbarco su un volo commerciale all'interno degli Stati Uniti, ndt] della “Transportation Security Administration” [Amministrazione della Sicurezza nei Trasporti, ndt]. Non gli è mai stata data una spiegazione del perché vi sia stato inserito. Se in uno stato di polizia si fa arrabbiare il dittatore, non si hanno più diritti. Moore non fa ricorso; nessun appello (42).
? Attualmente l’Homeland Security apre liberamente la corrispondenza privata (43). I fornitori delle connessioni ad Internet, le università e le amministrazioni cittadine da una parte all’altra del paese vengono obbligate a rinnovare le proprie reti di computer con accesso ad internet, per rendere più agevole per l’autorità giudiziaria monitorare le comunicazioni on-line (44). Su società come Yahoo e Google sono state fatte pressioni affinché consegnassero le loro banche dati, di modo che i ficcanaso riescono a vedere che siti web visitano gli Statunitensi (45).
? Il Washington Post ci informa che l’FBI sta consegnando tuttora a mano migliaia di lettere sulla sicurezza nazionale a banche, biblioteche ed imprese commerciali da un capo all’altro del paese, con la richiesta di consegnare la documentazione sui loro clienti o frequentatori, permettendo in tal modo agli inquirenti di conoscere in segreto ogni dettaglio intimo delle nostre finanze (46).
? Coloro che manifestano da una parte all’altra del paese contro la guerra riferiscono che vengono sorvegliati e perseguitati dalla “National Security Agency” [Agenzia per la Sicurezza Nazionale, ndt], da una certa “National Guard” [Guardia Nazionale, ndt] e da unità di polizia locale, che collaborano con le agenzie federali (47).
? Il racconto più scandaloso è quello di un giovane studente di scuola superiore del North Carolina, a cui era stato dato l’incarico di illustrare i suoi diritti in base alla “Carta dei Diritti”. Il ragazzo ha fotografato un poster di George Bush appeso ad un muro, con accanto un segno di “abbasso”. Un dipendente della catena di supermercati “Walmart” si è agitato quando si è trovato a sviluppare la foto, ed ha chiamato la polizia, che poi ha chiamato i Servizi Segreti. I funzionari dei Servizi Segreti si sono infuriati, hanno messo sotto torchio il direttore della scuola e l’insegnante di educazione civica, hanno confiscato il poster ed hanno minacciato di rinviare a giudizio lo studente terrorizzato (48). Adesso questo ragazzo conosce sul serio la nuova “Carta dei Non-Diritti” degli Stati Uniti Fascisti.
Ed il fantasmagorico cavallo con cui galoppava
E’ particolarmente irritante il fatto che tutta questa follia si è manifestata a partire dal cosiddetto attacco terroristico dell’11 settembre. Com’è noto ora a milioni di Statunitensi ? la barzelletta ufficiale dell’11 settembre va contro le leggi della scienza naturale.
? Un aereo di linea non può sparire in un buco che è meno della metà delle sue dimensioni senza lasciare rottami (Pentagono).
I dirottatori non possono essere rimasti uccisi nei disastri aerei ed in seguito essere stati scoperti vivi e regolarmente residenti in diversi luoghi in varie parti del mondo.
? Le braci scaldano troppo poco per piegare, e tantomeno fondere, delle travi d’acciaio, e non è possibile che due grattacieli crollino simultaneamente ad una velocità pari alla forza di gravità (Twin Towers).
Il professore di fisica della Brigham Young University Steven Jones ha dimostrato matematicamente che gli esplosivi, già piazzati in precedenza, sono esplosi secondo una sequenza precisa, facendo crollare gli edifici del Trade Center (49).
L’ex Ministro tedesco Andreas von Buelow ha spiegato al mondo intero perché il complesso attacco dell’11 settembre sarebbe stato impossibile senza l’appoggio del governo degli Stati Uniti e delle grandi imprese (50).
Il Generale russo Leonid Ivashov ha affermato di recente che l’attacco dell’11 settembre è stato ideato da funzionari del governo e delle grandi imprese, che si sono inventati la guerra al terrorismo come strumento di manipolazione politica ed economica mondiale (51).
Centinaia di famiglie vittime dell’11 settembre sono a conoscenza di tutto ciò e, nel maggio 2002, hanno promosso un’azione legale contro i federali per la morte sacrificale dei loro cari (52). Il loro avvocato, Stanley Hilton, ha affermato di aver frequentato anni fa la stessa scuola di Paul Wolfowitz e di altri consiglieri di Bush, che perfino allora stavano progettando un falso attacco come quello di Pearl Harbor per spianare la strada ad una dittatura presidenziale (53).
Poiché questi sociopatici con l’11 settembre l’hanno fatta franca, resta per loro ben aperta la porta che dà accesso a falsi attacchi futuri, che faranno fare un balzo in avanti ai loro progetti fascisti.
Tenere a rimorchio un Congresso corrotto
Il Congresso più corrotto della storia ha collaborato con gli esecutori dell’11 settembre nell’insabbiare vergognosamente quest’orribile progetto di genocidio. Forse hanno tollerato l’alto tradimento perché hanno paura di finire come l’ex senatore Paul Wellstone, morto in un incidente aereo sospetto dopo aver guidato l’opposizione contro la guerra in Iraq della banda di Bush (54). Oppure hanno paura di ricevere un messaggio all’antrace com’è successo ai collaboratori di Tom Daschle e Pat Leahy dopo che questi due hanno dato una rispostaccia al presidente nel 2001 (55).
Secondo una ricerca del Dott. Len Horowitz e di altri, il ceppo batterico dell’antrace spedita ai nemici dello stato proveniva da un progetto di ricerca della CIA. E’ evidente che anche l’allarme antrace è stato un lavoro interno (56). Se gli Stati Uniti prenderanno l’influenza, dipenderà dagli “uccelli” ? o dai “ragazzi”?
Mettere da parte il Posse Comitatus; sospendere l’habeas corpus
Nell’ottobre 2005, Bush ha annunciato che stava discutendo dei piani per fare in modo che il personale federale militare imponesse la quarantena nel caso di un’epidemia di influenza aviaria. Bush crede di avere il potere di mettere da parte la legge del Posse Comitatus del 1878, che proibisce al personale federale militare di impegnarsi come forze dell’ordine nel territorio degli Stati Uniti. John Brinkerhoff, vice direttore della FEMA, ha sviluppato dei progetti di attuazione della legge marziale da far applicare da personale militare statunitense.
Da quello che si dice, Bush ha firmato degli ordini esecutivi che gli conferiscono l’autorità esclusiva per imporre la legge marziale e sospendere l’habeas corpus senza “checks and balances” [sistema di restrizioni adottate da un governo per controllare il potere dei propri organi, ndt] durante un’emergenza nazionale (57).
Quando verrà messa in pratica, la dichiarazione di legge marziale darà scacco matto ai poteri sovrani dei vari stati.
Nelle sue mani?
In apparenza l’autorità per stabilire in cosa consista un’emergenza nazionale spetta unicamente a quest’ometto alterato che ha bisogno di assumere antidepressivi per controllare l’umore ed il temperamento (58). In questo momento la nostra amata Costituzione penzola appesa ad un filo dalla mano insicura di un uomo a cui è stata diagnosticata da professionisti una megalomania paranoica (59). Le vite dei nostri figli dipendono da un uomo che ha autorizzato l’utilizzo da parte del Pentagono di armi al fosforo bianco e al napalm che bruciano la carne, contro il popolo dell’Iraq con la scusa di portar loro la “democrazia” (60).
Il Pentagono ha ordinato al Comando Statunitense Settentrionale (NORTHCOM), che ha sede nella base aeronautica di Peterson, di preparare una serie di CONPLANS, delle strategie supersegrete progettate per assumere rapidamente il controllo militare degli USA quando il dittatore darà ordine di farlo (61). Questi sono gli stessi progettisti che, al comando del Segretario della Difesa Donald Rumsfeld, non sono stati “capaci” di far decollare neanche un aereo che intercettasse l’attacco, lanciato da loro, contro i loro stessi quartier generali per dar vita al fascismo che ora subiamo (62).
William Arkin, che scrive per il Washington Post, spiega che i CONPLANS sono il risultato di una serie di autorità speciali conferite al Pentagono dalla Casa Bianca. L’utilizzo su larga scala da parte del Pentagono del potenziale del CONPLAN 0400 (Ombra di Granito) è previsto inizi nell’aprile 2006 (63). E’ stato possible vederne un’anticipazione quando le squadre completamente armate della “Visible Intermodal Protection and Response” (VIPER) [Protezione e Risposta Intermodale Visibile, ndt] hanno lanciato delle esercitazioni nelle strutture di trasporto statunitensi alla fine dell’anno scorso. Come ha osservato lo scrittore Steve Watson, le esercitazioni della VIPER hanno coinvolto dei “gorilla che hanno subito il lavaggio del cervello da parte dei Federali, che avanzavano a passi pesanti con le mitragliatrici e i cani feroci, cogliendo le facce di ognuno, agguantando e perquisendo a caso la gente in metropolitana” (64).
Il Generale Tommy Franks ci ha assicurato nel 2003 che, dopo un avvenimento significativo, che causasse delle vittime in qualsiasi parte del mondo occidentale, il popolo degli Stati Uniti “metterebbe in discussione la nostra stessa costituzione”, acconsentendo ad una militarizzazione degli Stati Uniti per motivi di sicurezza (65).
Il Pentagono sarebbe un ragazzino preoccupato che un colpo di stato militare in casa propria possa diminuire la sua capacità di uccidere e torturare all’estero (66).
I fascisti e i loro amici si preparano per la legge marziale
La Kellogg, Brown and Root, società controllata dalla Halliburton, si è aggiudicata un contratto da 385 milioni di dollari dell’Homeland Security, per la costruzione di tribunali e di strutture di detenzione, che verrebbero approntate in caso di emergenza a livello nazionale (67). La Brown and Root ha fatto parte della rete di collegamenti di Skull and Bones sin dal principio, all’inizio del secolo scorso (68). Come la Halliburton, si è ingrassata con i soldi sporchi raggranellati in decenni di guerre continue, compreso l’attuale conflitto in Medio Oriente.
Se i fascisti chiudono i boccaporti preparandosi al potere totalitario in casa, è verosimile che la Kellogg, Brown and Root trarrà immensi profitti dalla costruzione e dalla manutenzione di quei campi di prigionia che probabilmente punteggeranno la terra della libertà, se i fascisti daranno il via ad un colpo di stato militare.
Da un giorno all’altro i campi di prigionia dell’Homeland Security potrebbero riempirsi fino a traboccare, qualora gli Stati Uniti cadessero sotto il controllo militare d’”emergenza”. Infatti, gli antefatti mostrano che l’amministrazione Bush si sta preparando a questa eventualità. Gli Stati Uniti hanno già il più alto tasso di carcerazione pro capite al mondo. Sotto la legge marziale, quando nessuno è libero di andare in giro a piacere, quasi TUTTI vengono sottoposti ad una specie di arresto “domiciliare”. Gli Statunitensi hanno avuto un assaggio di questo pessimo futuro quando, durante le contestazioni avvenute nel corso del Congresso Nazionale Repubblicano del 2004, 1.806 dimostranti sono rimasti vittime di una retata, sono stati incarcerati in mancanza di accuse e tenuti in condizioni indecenti per 24 ore ed oltre (69).
Le nuove carte d’identità nazionali: un sogno totalitario che diventa realtà
Il gran finale del fascismo statunitense deve ancora arrivare. Nessun governo totalitario può ritenersi completo senza un sistema di identificazione, oppressivo a tal punto da permettere agli scagnozzi del dittatore di avere accesso ad informazioni di qualsiasi tipo su ogni cittadino schedato nel database nazionale. Appare sempre più chiaro che nessuno si sottrarrà ai dinamici piani del dittatore di imporre su di noi delle carte di identità nazionali, e col tempo dei microchip sottocutanei o un sistema di rilevamento satellitare in grado di tenerci sotto controllo 24 ore su 24.
La CIA ha ammesso di aver dato per anni il suo appoggio alla nascita di numerose aziende tecnologiche per lo sviluppo di hardware e software utili a sorvegliare e monitorare le masse (70).
Oracle Corporation, la più grande produttrice mondiale di software per la creazione di archivi, rientra tra i ricettacoli della CIA (71). Come volendo dar voce dovunque agli uomini della CIA, il miliardario Larry Eleison, presidente di Oracle, chiede da tempo che gli Americani vengano gravati di carte di identità digitali, complete di indicatori biometrici quali le impronte digitali e le scansioni dell’iride (72). Subito dopo l’11 settembre, Ellison presentò ai funzionari federali la sua proposta di creare un sistema di identificazione nazionale grazie all’esperienza e alla tecnologia di Oracle. Questo sistema avrebbe garantito ai dirigenti fascisti un’estrema efficienza nello spillare informazioni personali dettagliate su ogni cittadino in quello che lo stesso Ellison ha definito come un “unico file completo per la sicurezza nazionale” (73).
L’”Intelligence Reform Bill” [Legge di Riforma dei Servizi Segreti, ndt] del 2004 ha tradotto in legge parte della proposta di Ellison. Richiede che ad ogni nuovo nato cittadino statunitense venga rilasciato un “Social Security number” [numero di Sicurezza Sociale, ndt] da includere nel suo certificato di nascita insieme ai suoi biomarcatori del DNA. Tutte queste informazioni verranno raccolte nel database nazionale, e nessun bambino potrà essere iscritto alla scuola pubblica o beneficiare di alcuna esenzione senza prima presentare il suo certificato di nascita dell’Homeland Security (74).
Il “Real ID Act” [Legge sull'Identificazione Certa, ndt], approvato dal Congresso nel dicembre del 2005, ha contribuito a consolidare completamente il programma sulle nuove carte d’identità voluto da Ellison. Questa nuova legge ha portato all’istituzione di un imponente archivio federale controllato dal centro e contente informazioni sull’identità dei cittadini. Costringe tutti i 50 stati dell’Unione a spendere milioni di dollari per aggiornare le proprie apparecchiature in modo che, per il 2008, tutti i possessori di patente e carta di identità avranno i propri dati biometrici e ogni altro tipo di informazione personale inserita direttamente nell’archivio nazionale. Il membro del Congresso Paul dice che queste nuove carte di identità saranno probabilmente dotate di un sistema di identificazione e rilevamento a radio frequenza in modo da poter essere scannerizzate a distanza, permettendo ai governi di Stati Uniti, Canada e Messico di localizzare rapidamente qualsiasi Americano in possesso di tale carta (75).
Ci è stato detto che le banche e le compagnie che forniscono carte di credito approvano un sistema con carte d’identità nazionali (76). Anziché utilizzare la carta di credito, alla fine la gente potrà fare acquisti mostrando la propria carta d’identità biometrica nazionale. Queste transazioni andranno poi a finire nell’archivio federale, permettendo ai fascisti di valutare le nostre intenzioni monitorando i nostri acquisti effettuati senza contanti.
Funzionari di qualsiasi livello potranno inoltre inserire il numero della carta d’identità di un cittadino all’interno di un apparecchio portatile senza fili o di un palmare connesso al database nazionale, ed avere così accesso immediato alle sue transazioni finanziarie, alle sue relazioni di credito, alla sua storia clinica e alle sue vaccinazioni, nonché ad informazioni circa la sua condotta scolastica e di guida o la sua appartenenza politica e religiosa e ad ogni altro dato che sia stato inserito nel suo file dalle spie di stato.
Se fossimo già nel 2008, il ragazzo autore del poster con il pollice verso vedrebbe, con molta probabilità, il suo comportamento politicamente scorretto debitamente registrato nella banca dati nazionale nel suo numero di carta d’identità. Di contro, mentre gli Statunitensi sono stati indotti a rinunciare ad ogni frammento della propria privacy, secondo una coalizione di comitati di controllo il governo fascista nasconde loro più informazioni che mai e continua ad estendere i propri mezzi per celare notizie (77).
Sei capace di muggire, belare e grugnire?
Le carte di identità nazionali sono solo l’inizio. Lo stato di polizia fascista statunitense è particolarmente ansioso di assicurarsi che ogni cittadino abbia il suo numero di identificazione costantemente attaccato al suo corpo. Da molti anni i servizi segreti statunitensi collaborano con società private, congreghe di scienziati della Princeton University e altre enclavi per sviluppare dei congegni sottocutanei a radio frequenza da inserire sottopelle, allo scopo di identificare un soggetto. Da anni sono pronti dei transponder d’identificazione iniettabili con siringa, come dimostrato dal prototipo interamente completato nel 1995 dalla compagnia aerea Hughes legata alla CIA (78).
Il vessillo delle grandi imprese, scelto dai fascisti per lanciare sul mercato questi sistemi di identificazione ad innesto per la nostra nuova sicurezza nazionale è l’Applied Digital Solutions (ADS). Con le sue numerose sedi in Florida, l’ADS con la sua rete di affiliati sta sguinzagliando in tutto il mondo una gran varietà di micro-chip iniettabili, unitamente ai sensori e agli scanner necessari per leggerli (79).
Uno dei principali finanziatori dell’ADS è l’IBM, che si è fatta promotrice di un sistema di identità globale (80). È noto a tutti che la sede centrale dell’IBM di New York fornì alla Germania nazista tecnologie ed attrezzature che permisero ad Hitler di numerare e schedare i prigionieri nei campi di concentramento, e chiunque cadesse nella rete del fascismo (81).
Se Hitler vedesse ora i suoi vecchi soci, morirebbe d’invidia essendo stata affidata a lui la pratica alquanto barbarica di tatuare semplicemente dei numeri di identificazione sui suoi prigionieri.
Mentre molte nazioni europee stanno avviando dei sistemi di identificazione elettronica come base per futuri chip ad impianto, risulta alquanto rilevante il fatto che l’ADS abbia ricevuto un riconoscimento prestigioso per la sua sinistra tecnologia da parte del Forum Economico Mondiale (WEF) (82).
Il Forum Economico Mondiale non è altro che una combriccola di elitari uomini politici e d’affari che dettano legge sui programmi globali. Uno dei suoi membri più famosi è Bill Gates della Microsoft. Gates gira il mondo spendendo milioni allo scopo di promuovere la pratica delle iniezioni nei paesi del Terzo Mondo. Ma i microchip ad impianto a scopo identificativo altro non sono che la madre di tutte le iniezioni. La Microsoft ha da poco brevettato un sistema per utilizzare la pelle umana come potente veicolo per congegni elettronici (83).
E vai col chip
Nel 2004, Tommy Thompson, all’epoca Segretario degli “Health and Human Services” [Servizi Sanitari e Sociali, ndt] che dipendono dall’Homeland Security, invitò l’ABS ad una dimostrazione governativa allo scopo di promuovere l’innesto di microchip sottocutanei come parte del sistema sanitario statunitense (84). Senza peraltro richiedere nessun controllo medico circa i possibili effetti di questi microchip sulla salute la FDA [Food and Drug Administration, Amministrazione federale degli alimenti e medicinali, ndt], che ci ha dato anche le protesi al silicone per il seno, l’aspartame e il Vioxx, ha approvato l’introduzione sul mercato di alcuni chips dell’ABS (85).
Tommy Thompson ora fa parte del consiglio di amministrazione dell’ABS. In un’intervista rilasciata al programma della CBS Market Watch si è rivolto agli Statunitensi sostenendo che l’inserimento di questi microchip rappresenta un passo da gigante verso il raggiungimento di un sistema di registrazione medica elettronica per tutti gli Statunitensi (86). Mentre l’ADS dona agli ospedali i costosissimi scanner necessari a leggere i suoi chip sottocutanei (87), il Ministero della Sanità e dei Servizi Sociali elargisce sovvenzioni a quei sostenitori appartenenti alla comunità medica che contribuiranno a sviluppare nel giro di un decennio dei sistemi di registrazione sanitaria per gli Statunitensi (88).
L’ADS e le sue affiliate, inclusa la VeriChip Corporation, hanno sviluppato diversi tipi di microchip sottocutanei. Uno di questi è il VeriChip approvato dalla FDA, in grado di sputar fuori il numero identificativo della persona cui è stato applicato se scannerizzato da un apposito lettore per microchip.
Un altro di questi congegni è il VeryPay, che è in grado di veicolare informazioni di carattere finanziario e viene scannerizzato come una carta di credito. In Europa vengono ora applicati i VeryPay chips per poter entrare in bar e nightclub (89).
Finora questi dispositivi risultano passivi, ovvero non trasmettono informazioni in continuazione. I loro trasponder devono essere attivati da un lettore. Questi chip insieme ai loro scanner veicolano segnali di radiofrequenza a migliaia di Hertz attraverso la pelle. Secondo Mark Morfold, editorialista del San Francisco Gate, la prima cosa da fare per ottenere la pubblica approvazione di questi chip è farli accettare alla gente come benefici per la loro salute. Il passo successivo sta nel renderli divertenti, commerciali, convenienti e “chi più ne ha più ne metta” (90).
La VeryChip Corporation ha recentemente annunciato che ben 68 strutture mediche, tra cui 65 ospedali, hanno acconsentito all’utilizzo del sistema VeryMed per identificare e tracciare pazienti e staff medico (91). Questo sistema comprende l’utilizzo di chip d’identificazione ad impianto indossabili, che collegheranno le cartelle cliniche dei pazienti all’archivio elettronico nazionale controllato dal Grande Fratello. Nel New Jersey, all’Hackensack University Medical Center e al Trinitas Hospital, i chip verranno impiantati nei pazienti del pronto soccorso (92). Questi astuti ciarlatani andranno a colpire per primi i più deboli: i feriti e gli ammalati con un disperato bisogno di cure, i senza tetto e i ritardati mentali incapaci di difendersi.
Una rete di sensori
Dato che questi chip verranno connessi, l’Homeland Security si sta apprestando a pagare numerose società allo scopo di sviluppare una rete nazionale di sensori radio in grado di leggere i chip impiantati sugli esseri umani (93). Questa rete di sensori trasmetterà infine le informazioni raccolte sulle attività e le frequentazioni dei soggetti impiantati a gruppi di specialisti addetti alla sorveglianza. Plausibilmente ogni presa elettrica rappresenta un potenziale lettore per questi chip.
Secondo quanto affermato dal Professor Jerry Dobson dell’Università del Kansas, questi sistemi porteranno in definitiva ad “una nuova forma di schiavitù basata sul controllo locale. Rappresentano la più grande minaccia alla libertà personale che si sia mai vista nella storia dell’umanità” (94).
La tesi secondo cui i chip impiantati proteggeranno la gente dalla clonazione d’identità è da poco svanita, quando il ricercatore Jonathan Westhues ha dimostrato su Internet quanto sia facile decodificare il numero del VeryChip impiantato nel braccio di una persona e programmare un altro chip con quello stesso numero (95).
L’”Angelo Digitale”: il meraviglioso strumento del Grande Fratello fascista
I chip sottocutanei passivi sono cosa da poco se paragonati a quelli grottescamente ATTIVI, sempre sviluppati dall’ADS. Il “Digital Angel” è un dispositivo di comunicazione grottesco in grado di trasmettere informazioni in continuazione e senza l’ausilio di cavi, sia alle stazioni terrestri che a quelle satellitari (96). Sviluppato per essere un vero e proprio dispositivo di tracciamento, alla stregua degli ingombranti bracciali con dispositivo radio serrati alle caviglie dei prigionieri, questo chip è abbastanza sottile da poter essere posto sotto pelle. E’ dotato di un ricevitore GPS [Global Positioning System ? Sistema di posizionamento globale, ndt] e di un modem senza fili. Nel dicembre del 2004 l’ADS ha siglato un accordo con la compagnia di telecomunicazioni satellitari ORBCOMM. Tale accordo un giorno trasformerà i cittadini cui sono stati applicati questi dispositivi in radiofari ambulanti passibili di essere rintracciati da un satellite (97).
Il Digital Angel rappresenta l’apice del controllo totalitario, lo strumento di controllo più “impudente” creato finora dal Grande Fratello fascista.
Ricerca e sviluppo di strumenti ancora più sfacciati
L’Ads ha inoltre sviluppato un nuovo congegno ad impianto bio-termico, in grado di leggere e trasmettere la temperatura corporea di una persona a dispositivi di monitoraggio. Sono in fase di progettazione altri dispositivi per rilevare pressione sanguigna, livelli ormonali e malattie (98).
Secondo quanto riferito, questi bio-chip saranno in grado di trasmettere informazioni a stazioni terrestri e satellitari.
Oracle sta dando il suo appoggio ad un nuovo e potente bio-chip medico con funzione analgesica, che contiene un microprocessore Pentium di soli 2 mm². Questo sensore computerizzato verrà impiantato a pazienti diabetici da alcuni medici che stanno effettuando delle sperimentazioni a Londra (99). I messaggi di testo viaggeranno così attraverso il corpo dai sensori del chip ad un telefono cellulare legato al paziente, e da qui verranno poi monitorati nelle stazioni.
Inodore, incolore – senza fili
Nel 2000 il presidente dell’ADS Richard Sullivan ha affermato che il Digital Angel è strettamente legato all’esplosione sul mercato della tecnologia wireless, ed ha aggiunto: “Dimostreremo per la prima volta come i sistemi di telecomunicazione senza fili ed i sensori biologici ? in grado cioè di misurare e trasmettere dati sulle funzioni corporee critiche – possano essere legati con successo alla tecnologia GPS ed integrati con Internet” (100).
Ancora più preoccupante risulta il fatto che questi chip possano essere “attivati” a distanza da apparecchiature per il monitoraggio, e possano essere “scritti” senza l’ausilio di fili, permettendo così ai fascisti di aggiungere di nascosto informazioni che il portatore del chip ignora completamente (101).
I potenti chip di tracciamento, adattati al web ed in grado di inviare e ricevere informazioni a lunghe distanze, sono a radiazione ultra intensiva. Lo strumento più impudente usato dal Grande Fratello è più “cocente” dell’Inferno. Chi indossa questi chip verrà bombardato di continuo da radiazioni di microonde in entrata e in uscita, molto probabilmente radiazioni che arrivano a megahertz o a gigahertz di frequenza, le stesse emesse dai cellulari. I satelliti comunicano attraverso frequenze di microonde.
Lo scorso ottobre la rivista Time ha avviato una campagna di sostegno a favore dei bio-chip e dei chip d’identità ad impianto, affermando che potrebbero salvare delle vite umane (102). Tuttavia coloro i quali si ritrovano con dei chip attivi conficcati nel corpo saranno dei morti che camminano. Il corpo umano non è compatibile con le radiazioni delle microonde, ed i corpi che vi sono esposti 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 verranno infine distrutti.
I fascisti sono al corrente di ciò ma, come spiega Sullivan, il potente sistema di sorveglianza globale in via di costruzione si basa esclusivamente sulla trasmissione di microonde con tecnologia senza fili. Ecco perché agli Statunitensi non è mai stata rivelata la terribile verità su quali conseguenze stiano già portando questi dispositivi wireless sulla loro salute, sui loro fragili centri di memoria e sui loro sistemi immunitari indeboliti (103).
?per proteggerci
Nello stato guidato dall’Homeland Security, i chip ad impianto si diffonderanno con molta probabilità come i cellulari. Col tempo, ai cittadini che si rifiutano di accettare i chip d’identificazione verrà negato l’accesso a servizi e benefici da parte dei militari che supervisionano il sistema d’identificazione nazionale. E così abbiamo visto come gli Statunitensi vengano palesemente manipolati in questo crogiolo da assassini che si trovano all’interno della Casa Bianca, dal più corrotto Congresso che si sia mai visto nella storia e dal megalite delle grandi imprese, amorale e arraffa denaro, da questi guidato. Nel nome della sicurezza nazionale e della sanità pubblica, milioni di cittadini privi di buonsenso si lasceranno impiantare dei micro-chip come i cani, seguire da un satellite, spogliare della loro privacy, divenendo gli schiavi virtuali di uno stato di sorveglianza tecno-tirannico.
Per avere un’idea di come saranno gli Stati Uniti nell’imminente futuro, basta dare un’occhiata alla Gran Bretagna di Tony Blair – senza dubbio alcuno lo stato di polizia più all’avanguardia d’Europa:
? Le carte d’identità a scansione facciale saranno presto obbligatorie in tutto il Regno Unito (104).
? In Gran Bretagna ci sono oltre 4 milioni di telecamere a circuito chiuso che seguono ogni movimento degli inglesi, e tutti i volti catturati dalle telecamere possono essere confrontati con una banca dati nazionale (105).
? La polizia britannica è dotata di kit portatili per la raccolta del DNA attraverso il test della saliva, direttamente collegati agli archivi nazionali (106).
? La gente viene tirata giù a caso dai treni londinesi e costretta a sottoporsi ad una retrodispersione a raggi x a tutto corpo per vedere cosa nasconde sotto gli abiti (107).
? Le tessere magnetiche utilizzate per i trasporti e l’ingresso agli edifici consentono alla polizia di tracciare su di una mappa ogni singolo movimento di un cittadino (108).
? In Gran Bretagna tutti i veicoli in movimento vengono video registrati in modo tale che la polizia possa controllare attraverso il numero della patente ogni viaggio ed ogni rifornimento di benzina fatti (109).
? La gente e i veicoli vengono tracciati tramite i ripetitori cellulari, sfruttando una tecnologia definita “Celldar” (simile a quella impiegata nei radar) (110).
? In Gran Bretagna la gente sta riportando gravi malesseri dovuti all’esposizione a migliaia di trasmettitori di microonde che stanno trasformando in realtà l’incubo di una sorveglianza sempre più capillare (111).
Anteprima della II parte ed alcuni utili suggerimenti
Nella seconda parte di questa discussione documenteremo le ultimissime scoperte scientifiche circa gli effetti devastanti sulla salute derivanti dall’impianto di questi congegni a microonde usati per tracciare e controllare gli schiavi di stato.
Se senti di essere allergico alla forma di fascismo che abbiamo qui documentato, ora hai la possibilità di fare qualcosa. Scegli adesso di tenere quanto più lontano possibile dal tuo corpo questi congegni che veicolano microonde e di cui fanno parte tutti i telefoni senza fili ? dai cellulari ai cordless usati a casa – i computer portatili, gli auricolari e ogni altro aggeggio azionato da frequenze a megahertz o gigahertz d’intensità. Se sei costretto ad utilizzare per lavoro o per emergenze telefoni cordless, usa solamente telefoni con altoparlante. Non tenere mai sul tuo corpo un apparecchio wireless, tanto meno vicino alla testa. Avrai bisogno della testa per sopravvivere e alla fine sconfiggere l’America fascista.
I trasmettitori di microonde non sono giocattoli, ma armi. La rivoluzione wireless voluta dal Grande Fratello ha indotto milioni di folli a puntare volontariamente contro le proprie teste questi strumenti di morte. La rivoluzione wireless non ha a che fare solo con i soldi, riguarda il controllo. Punta ad abituare le masse ad accettare i parametri disumanizzanti propri di un sistema di sorveglianza orwelliano.
Un stato di polizia prospera alla grande quando i suoi cittadini sono stanchi, stupidi cyborg facili da seguire e controllare. L’”impudente” microchip per le comunicazioni può anche essere usato dai fascisti per indurre delle modifiche comportamentali. La CIA da decenni utilizza varie frequenze di microonde per scombussolare e confondere il cervello umano allo scopo di indurre determinate forme di comportamento (112).
Dal momento che lo stato di polizia si estende con l’ausilio dei protagonisti del mondo delle telecomunicazioni che lavorano in combutta, risulta plausibile che quelle frequenze maledette potrebbero essere usate con un intento cattivo contro tutti coloro che sono connessi. Queste sventurate vittime, manovrate avanti e indietro dalla propagande fascista, non sapranno cosa viene trasmesso ai loro neuroni fritti, ai loro organi interni e alle loro anime dai mortali ricevitori che portano dentro i loro corpi.
Peter Zhou, scienziato a capo del progetto per lo sviluppo del Digital Angel, ha dichiarato che gli impianti sottocutanei per l’identificazione e la comunicazione trasformeranno gli esseri umani in “un ibrido tra l’intelligenza elettronica e la nostra stessa anima” (113).
Ha ragione! Il parassitico stato di polizia americano, e tutte le sue perversioni, SONO una questione di anima. Indubbiamente è giunto il momento di fermarsi ed esaminare con attenzione questa illecita mostruosità che così sfacciatamente inganna, raggira, fa ammalare ed uccide la gente per guadagnare potere e ricchezze. Per favore, iniziate a riflettere su come voi e la vostra famiglia potreste vivere in un mondo guidato dal demonio e dove sono obbligatori mortali congegni d’identificazione a radiofrequenza.
Maggiore sarà il numero di coloro che coraggiosamente decideranno di tener duro contro questa bestia, maggiori probabilità avremo di salvarci durante questo miserabile e speriamo ultimo interludio del fascismo nella storia dell’umanità.
Amy Worthington The Idaho Observer
Fonte: http://www.proliberty.com/observer/
Link: http://www.proliberty.com/observer/20060201.htm
Febbraio 2006

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CRISTINA MAZZAFERRO & ELISA MASIERO

* La seconda parte dell’articolo sarà pubblicata prossimamente

* Le note numerate si trovano nel commento sottostante
“PARTE I: LO STATO DI POLIZIA USA E IL MERAVIGLIOSO STRUMENTO DEL GRANDE FRATELLO” | Login/Crea Account | 1 commento | Search Discussion

1. “Senator Reid Calls U.S. Congress the Most Corrupt in History”, T. Ferraro, Reuters,18-12-2005.
2. “Alito a Threat to our Fundamental Rights”, dal discorso sul Senato del Senatore Patrick Leahy, 24-01-2006.
3. Wilson citato in una lettera a William Rivers Pit, “The Bunker Mentality”, Truthout Perspective, 24-11-205.
4. “The 4$ Billion Industry That is America’s Guilty Secret”, Robert Cornwell, The Independent, Uk, 01-04-2006.
5. “The March of the Straw Soldiers”, New York Times, Op. edizione del 02-02-2006.
6. “Police State”, Kelly O’Meara, Insight on the News, 09-11-2001.
7. “The Homeland Security Monstrosity”, Paul, op. cit.
8. “You are A Suspect”, William Safire, New York Times, Op. edizione del 14-11-2002.
9. “The Homeland Security Monstrosity”, Paul, op. cit.
10. Wall Street and the Bolshevik Revolution, Dr. Antony C. Sutton, Arlington House, 1974; anche in How the Order Creates War and Revolution, Dr. Antony C. Sutton, 1984.
11. Ibid.
12. Ibid.
13. Wall Streetand the Rise of Hitler, Dr. Antony C. Sutton, 1976.
14. “How Bush’s Grandfather Helped Hitler Rise to Power “, The Guardian, UK., B. Aris e D. Campbell, 31-08-2005. L’articolo si trova sul sito Rense.com [Rense.com].; “The Best Enemies Money Can Buy”, Michael C. Ruppert, www.fromthewilderness.com [www.fromthewilderness.com], 09-10-2001.
15. “Bush Nazi Dealings Continued Until 1951-Federal Documents”, J. Buchana e S. Michael, The New Hampshire Gazette, Vol. 248, No. 3, 07-11-2003.
16. George Bush: The Unauthorized Biography, Webster Tarpley, Executive Intelligence Review, 1992.
17. “Intelligence Bill Is A New Agenda, Not Reform”, World Affairs Brief, Joel Skousen, 10-12-2004.
18. “America Drifts Rapidly Toward A Police State”, Mike Whitney, Zmag.org [Zmag.org] 05-11-05. Vedi anche rense.com [rense.com] 05-05-05.
19. Ibid.
20. “Chertoff Moves For Total Personal Information Control”, Siobhan Gorman, rense.com [rense.com] 05-05-05.
21. “US Plans Massive Data Sweep”, M. Clayton, The Christian Science Monitor, 09-02-06.
22. “Feds Warn of People too Antsy, Calm or Pale”, Spokesman Review, 27-05-2003.
23. “Pentagon Expanding Its Domestic Surveillance Activity”, W. Pincus, The Washington Post, 27-11-2005.
24. “The Other Big Brother”, Newsweek, January 30, 2006; “Pentagon’s Intelligence Authority Widens”, Washington Post, 19-12-2005.
25. “Spying on the Protestors”, The Nation, August 2005. Professor Pyle, ex investigatore per il Select Committee on Intelligence del Senatore Frank Church, ora insegna al Mt. Holyoke College.
26. “When The Feds come Knocking”, Steve Weissman, truthout.org [truthout.org], 23-08-2004.
27. “Top Officials Say Rumsfeld Trying to Make Foreign Policy”, Knight Rider, Spokesman Review, Maggio 2005.
28. “Pentagon Has new Espionage Unit”, Washington Post, 24-01-2005.
29. “Republicans See Signs that Pentagon is Evading Oversight”, D. Jehl, The New York Times, 29-09-2005.
30. “Paranoia Grips Bush Cabal”, Eric Margolis, Toronto Sun, 06-02-2005.
31. “NSA Whistleblower Alleges Illegal Spying”, ABC News, 0-01-2006; vedi anche “Bush Authorized Domestic Spying Before 9-11″, Jason Leopold, Truthout Perspective, 13-01-2006 e “This Is Big Brother Run Amok”, K

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http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=3507

Riferimenti: dentro gli USA

ciò ke i "media" non dicono

23 Giugno 2007 Nessun commento


PALESTINA – Oggi Hamas non ha pane per sfamare la gente di Gaza.
Ma ha molte più armi: 7.400 fucili americani d?assalto M-16, decine di mitragliatrici montate su automezzi, lanciarazzi tipo RPG, 800 mila proiettili, 18 veicoli corazzati portatruppe Usa, 7 jeep corazzate.
Inoltre: 14 bulldozer di tipo militare del tipo usato da Tsahal per abbattere le case palestinesi, ed otto grossi camion portanti cannoni ad acqua per disperdere la folla.
Tutto materiale preso a Fatah, dopo aver fatto irruzione nei quartieri della security di Fatah la settimana scorsa.
Valore: sui 400 milioni di dollari. Dono del contribuente degli Stati Uniti.
Con le armi, gli armati di Hamas hanno messo le mani su qualcosa di ancor più preoccupante: computer e documenti della Cia contenenti «informazioni sulla collaborazione tra Fatah e gli enti di sicurezza israeliani e americani; istruzioni Cia di come prevenire attacchi e contrattaccare; su come smantellare le cellule di Hamas; progetti di assassinio di membri di Hamas da parte di membri di Fatah; e studi americani sulla situazione di sicurezza a Gaza».
Così Aaron Klein, corrispondente ebreo del sito neocon WorldNet Daily. (1)
Dunque è provato: Mahmoud Abbas, il presidente di Fatah preferito da Washington, aveva ricevuto dagli Usa i mezzi per il colpo di stato, onde distruggere Hamas, il governo eletto dai palestinesi.
Robert Baer, ex responsabile CIA per il Medio Oriente, è sicuro: la scoperta documentale della strettissima collaborazione di Fatah con la CIA è «un grave colpo» per l?Autorità Palestinese sostenuta dagli americani, e rivelerà i metodi con cui «addestravamo [i membri di Fatah] a spiare Hamas».
Ha aggiunto Baer: «Certo, lo slogan ?Fatah eguale Cia? non migliora l?immagine di Abbas».
Ma ormai Fatah non conta più sull?appoggio del suo popolo.
La sua forza è nel sostegno della soi-disant «comunità internazionale», ossia USA ed EU, spinte dalle lobby khazara.
Ne è indizio la nomina da parte di Abbas del suo primo ministro dipinto dai media come indipendente, Salam Fayyad: è un alto funzionario della Banca Mondiale, buon amico di Wolfowitz.
Ma non è tutto.

C?è il rischio per Washington di gravi complicazioni internazionali.
Fra il materiale caduto in mano ad Hamas ci sarebbero, sostiene Klein, anche informazioni sulle «reti della Cia in Medio Oriente», che i responsabili di Hamas vorrebbero rendere pubblici per «dimostrare la collaborazione tra gli americani e paesi arabi traditori».
I regimi di questi paesi possono crollare sotto la rabbia popolare.
Ecco perché Olmert, che ad Abbas non ha mai concesso nulla contribuendo fortemente alla sua impopolarità, ora giura e spergiura di aiutarlo in ogni modo; facendo spendere a Washington (che paga gli aiuti khazari) 86 milioni di dollari per pagare gli stipendi dei collaborazionisti.
Ecco perché Bush ha dato «il suo pieno appoggio» ad Abbas e al suo cosiddetto primo ministro della Banca Mondiale.
E Condi Rice ha gridato: «Hamas ha fatto la sua scelta. Ha voluto soffocare il dibattito democratico?ora è dovere della comunità internazionale sostenere quei palestinesi che vogliono costruire una vita migliore e un futuro di pace». (2)
Il Ministero della Verità immaginato da Orwell non avrebbe potuto coniare una frase più truffaldina.
La verità è che il governo di Hamas è stato democraticamente eletto; che gli usraeliani hanno tentato in tutti i modi illegali e criminali di farlo cadere, non escluso un colpo di stato di Fatah, e che non essendoci riusciti, ora ordinano di strangolare i palestinesi di Gaza, metterli alla fame e batterli coi cannoni khazari («una vita migliore e un futuro di pace»).
Ma, come tutte le direttive emanate dal regno di Khazaria, la menzogna spudorata diventa un ordine per i media europoidi.
Per i quali Hamas è «terrorista» (anche se non hanno più compiuto alcun attentato kamikaze da quando sono al governo), e i suoi «terroristi» – come se non avessero nulla di più urgente – hanno devastato il complesso cattolico di Al-Wardiya a Gaza.
Anche se il solo sacerdote lì presente, padre Musallam, si spolmona a ripetere: «Le persone che hanno compiuto questa barbarie stanno cercando di trascinarci nella lotta tra Hamas e Fatah», insomma è stata Khazaria.

In questo coro di servi, va notata la voce solitaria di Jimmy Carter: «Il rifiuto di Bush di accettare la vittoria elettorale di Hamas nel 2006 – una vittoria leale e democratica – è stato criminale. E condanna il popolo palestinese a conflitti sempre più gravi».
Un solo giornale ha riportato le parole di Carter: il Jerusalem Post.
Naturalmente, per additarlo come un bersaglio delle ritorsioni della nota lobby.
Purtroppo, Bush e Olmert hanno il tempo dalla loro, mentre la popolazione di Gaza ha i giorni contati.
Il nuovo ministro della guerra israeliano, Barak, sta pianificando una nuova invasione della Striscia, con 20 mila uomini, carri armati ed appoggio aereo, «nel giro di settimane».
«Il più grande campo di concentramento del mondo» (come l?ha definito Haniye, il primo ministro di Hamas) sta per subire un trattamento che non ha subìto alcun lager o gulag: il bombardamento degli internati.
E poi gli aguzzini dicono che terroristi sono gli altri.
Ma non va dimenticata la diplomazia, nel senso orwelliano fatto proprio da Bush.
George Bush ha una gran fretta di trovare un nuovo lavoro all?amico Tony Blair.
Prima, l?ha proposto per la Banca Mondiale.
Poi, come presidente a tempo pieno dell?Unione Europea (è lui che comanda in casa nostra).
Ora lo vuole fare plenipotenziario viaggiante per «la pace in Palestina», per «intensificare gli sforzi di pace fra Israele e l?Autorità Palestinese».
Anzi, tutto è già deciso: Blair sarà praticamente il capo del Quartetto, ossia dell?organo che ha tentato invano, ed è stato sempre più marginalizzato e disprezzato da Khazaria, di «fare la pace fra Israele e la Palestina».
Questo quartetto è composto da: ONU, Unione Europea, Stati Uniti e Russia.
Accetteranno i tre sui quattro di farsi comandare da Blair?
L?alleato più sicuro di Bush nelle sue disastrose guerre asiatiche, che ha perso per questo ogni credibilità persino in patria?
E? possibile che ad un simile individuo, bruciato presso le opinioni pubbliche non solo arabe, venga attribuita una qualche capacità di ottenere un qualche risultato «di pace»?

In un mondo non orwelliano, la sola proposizione di Blair sarebbe giudicato da tutte le diplomazie un atto di tracotanza intollerabile, e persino poco realistico.
Ma che importa?
Olmert ha fatto sapere di essere «molto favorevole al primo ministro Blair, dato il suo continuo impegno in Medio Oriente e nel processo di pace». (3)
Frase che di per sé pare uscita da «1984»: dove, si sa, lo slogan più ripetuto è «La pace è guerra», insieme agli altri noti detti del Grande Fratello: «La libertà è schiavitù», e «L?ignoranza è forza».
Blair andrà a fare un?altra volta ciò che Israele vuole ed ordina.
E i Magdi Allam ci ripeteranno che la libertà dei palestinesi è in realtà schiavitù, e dunque bisogna rendere loro la schiavitù sotto Fatah, che è libertà.
E noi tutti applaudiremo perché, si sa, l?Ignoranza è Forza, e noi pratichiamo con fervore l?ignoranza.
Benvenuti sotto la dittatura di Khazaria, di cui siete volontari servi.
Che vergogna.

Maurizio Blondet
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2090&parametro=esteri

1) Aaron Klein, «Hamas lists seized Us weapons, WorldNet Daily, 20 giugno 2007.
2) L?azione della Rice viene persino presentata come una vittoria del «realismo» contro Elliot Abrams l?americano khazaro che dall?ufficio di Dick Cheney elaborato il tentato e fallito golpe di Fatah, e l?ha fornito delle armi ora cadute nelle mani altrui. Per questo solo fallimento, Abrams sarebbe fucilato, se non fosse della razza superiore.
3) Jim Lobe, «Toni Blair as Middle East czar», Asia Times, 22 giugno 2007.
Riferimenti: ciò ke i "media" non dicono

Appuntamento annuale con il Bilderberg Group

16 Giugno 2007 1 commento


Anche quest’anno, dal 31 Maggio al 3 Giugno, quasi in stretta concomitanza con il G8, ha avuto luogo un grande evento, ormai, a noi già ben noto, che si tiene con cadenza annuale dal lontano 1954.
Si tratta del Bilderberg o, come viene spesso chiamato, il ?meeting annuale degli alti sacerdoti della globalizzazione?, quest’anno tenutosi a 40 km da Istanbul, in Turchia, presso il Klassis Hotel di Silivri.

Per chi ancora non conosce l’avvenimento facciamo di seguito un breve resoconto: il Bilderberg Group è un conferenza ?non ufficiale? che prevede circa 130 invitati, influenti, potenti personalità dai regni dell’economia, dei media e della politica. Il nome deriva dal loro primo incontro che risale al 1954, tenuto nell’Hotel de Bilderberg in Oosterbeek, nei Paesi Bassi. Come si può intuire dal periodo storico, il Bilderberg è una creazione della Guerra Fredda o per meglio dire, del R.I.I.A. britannico, cioè del Royal Institute of International Affaire. Un istituto nato il 30 maggio 1919 a Londra, come capitolo locale della Round Table fondata invece con proiezioni transnazionali.

Il R.I.A.A., noto anche come Chatam House, con sede al numero 10 di St. James Square a Londra, nel 1979 contava su un Consiglio di 33 persone alla guida di circa 3000 membri.
L’idea della nascita del Gruppo Bilderberg venne ad un certo Joseph Retinger, che al tempo si occupava della crescita dell’anti-americanismo in Europa Occidentale. Personaggio chiave della politica mondiale per quasi mezzo secolo, Retinger manteneva strette relazioni con il ?Colonnello? House, con la potentissima famiglia ebraica Warburg con i banchieri internazionali Lehman, Baruch. Era anche membro della Pilgrim?s Society e del C.F.R. statunitense (il corrispondente del RIIA negli Stati Uniti).
L?influenza di Joseph Retinger sui circoli mondialisti era tale da meritargli il soprannome di ?His Grey Eminence? (Sua Eminenza Grigia)

Quindi lo scopo del Bilderberg, come della NATO, era quello di rinforzare l’unità dei Paesi Occidentali contro la ?minaccia comunista?.
Con il collasso del Patto di Varsavia, il gruppo, con a capo l’America, si è concentrato sul rafforzamento e sullo sviluppo della globalizzazione. Ma dall’11 Settembre 2001, a seguito degli attacchi su New York, un altro target è diventato di primaria importanza, ovvero ciò che possiamo chiamare ?lo scontro tra civiltà? o ?scontro di religione?

Quindi, dopo un primo incontro ad Istanbul nel 1959, uno a Yzmir nel 1975, un terzo meeting ha luogo in Turchia. Questo perchè la Turchia è già stata identificata come un ponte tra l’Est e l’Ovest (tra le due civiltà), ed ecco spiegarsene anche l’imminente entrata nella Comunità Europea.
Molto spesso il Bilderberg è stato oggetto di svariati dibattiti e associato a diverse teorie cospirazioniste, in quanto la continua presenza agli incontri delle figure di spicco legate al mondo dei mass media non ha mai comportato una successiva campagna di informazione aperta al pubblico (tanto è vero che, anche questa volta, né la televisione né la stampa hanno annunciato e riportato l’evento) attribuendo così ad esso un ?velo di mistero e segretezza? che bene si sposano alle teorie sopra menzionate.

Nel 2003 uno dei pochi giornalisti che si dedicano alla ricerca sull’argomento, ai quali va il merito della pubblicazione anno per anno delle liste dei partecipanti, Tony Gosling, un inglese che gestisce il sito www.bilderberg.org, chiese a David Rockefeller il perchè di tanta segretezza ricevendo come risposta che si tratta di un meeting privato. Ma come dichiara il giornalista stesso ?i personaggi politici e gli esponenti del mondo economico e dell’informazione che vi partecipano non sono individui privati, anzi sono proprio loro che dovrebbero rendere conto alla gente…?.
Lo stesso Gazi Ercel, ex governatore della Banca Centrale Turca, il quale ha presenziato anche ai precedenti meeting di Atlanta, Ottawa, Stoccolma e Lisbona, potendo dichiararsi uno dei più informati in materia, si è preoccupato di precisare ?Esistono svariati meeting segreti a livello internazionale alla pari del Bilderberg, che hanno regole molto severe. La ragione di tanto mistero è per garantire che ne possano parlare solo coloro in grado di fornire sincere e corrette informazioni in merito, senza correre il rischio che vengano riportate frasi o affermazioni del tutto scorrette che possano dare adito a errate interpretazioni.? E, citando Confucio, conclude la sua intervista alla TDN affermando ?Coloro che producono idee senza conoscenza sono pericolosi. Considerato che non sanno cosa sia davvero il Bilderberg, ciò che producono sono solo superstizioni?.
Vediamo ora la lista dei partecipanti di quest’anno e ciò che si conosce sugli argomenti trattati dal gruppo, grazie al giornalista sopra citato e ad altri come lui, che ancora credono nel giornalismo investigativo morto ormai da tempo:

BILDERBERG MEETING, MAY 31ST TO JUNE 3RD 2007
KLASSIS HOTEL, SILIVRI, ISTANBUL, TURKEY

Ali Babacan, Ministro dell’Economia (Turchia)
Kemal Dervip, Amministratore, UNDP (Turchia)
Mustafa V. Koc, Presidente della Koc Holding (Turchia)
Fehmi Koru, Scrittore Senior, Yeni Pafak (Turchia)
George Alogoskoufis, Ministro dell’Economia e Finanza (Grecia)
Edward Balls, Segretario del Tesoro (Regno Unito)
Francisco Pinto Basemão, Presidente di Impresa, S.G.P.S. E ex Primo Ministro (Portogallo)
Josè M. Durão Barroso, Presidente, membro della Commissione Europea (Portogallo)
Franco Bernabè, Vice Presidente della Rotchild Europe (Italia)
Nicolas Beytout, Capo Redattore, Le Figaro (Francia)
Carl Bildt, ex Primo Ministro (Svezia)
Hubert Burda, Editore della Hubert Burda Media Holding (Belgio)
Philippe Camus, CEO, EADS (Francia)
Henri de Castries, Presidente Management Board e CEO, AXA, (Francia)
Juan Luis Cebrian, Gruppo PRISA media group (Spagna)
Kenneth Clark, Membro del Parlamento (Regno Unito)
Timothy C. Collins, Direttore e Senior Manager della Ripplewood Holdings, LLC (USA)
Bertrand Collomb, Presidente, Lafarge (Francia)
George A. David, Presidente, Coca Cola H.B.C. S.A. (USA)
Anders Eldeup, Presidente DONG A/S (Danimarca)
John Elkann, Vice Presidente FIAT SPA (Italia)
Martin S. Feldstein, Presidente Ufficio Nazionale della Ricerca Economica
Timothy F. Geithner, Presidente della Federal Reserve Bank di New York (USA)
Paul A. Gigot, Redattore dell’ Editorial Page nel Wall Street Journal (USA)
Dermot Gleeson, Presidente AIB Group (Irlanda)
Donald E. Graham, Presidente del Washington Post (USA)
Victor Halberstadt, Professore di Economia, Leiden University (Paesi Bassi)
Jean-Pierre Hansen, Rappresentante della Suez Tractebel S.A. (Belgio)
Richard N. Haass, Presidente del CFR (Council Foreign Relationship USA )
Richard C. Holbrooke, Vice Presidente, Perseus LLC (USA
Jaap G. Hoop de Scheffer, Segretario Generale NATO (Paesi Bassi)
Allan B. Hubbard, Assistente del Presidente per l’Economia Estera, Direzione Nazionale dell’Economia Estera (USA)
Josef Joffe, Redattore/Editore, Die Zeit (Germania)
James A. Johnson, Vice Presidente Perseus LLC (USA)
Vernon E. Jordan, Jr., Senior Manager e Direttore della Lazard Frères & Co. LLC (USA)
Anatole Kaletsky, Redattore del The Times (Regno Unito)
John Kerr di Kinlochard, Presidente della Royal Dutch Shell plc (Paesi Bassi)
Henry A. Kissinger, Presidente della Kissinger Associates (USA)
Bernard Koucher, Ministro degli Esteri (Francia)
David Rockfeller ( USA )
Marie-Joseè Kravis, Hudson Institute Inc. ( USA )
Tommaso Padoa-Schioppa, Ministro della Finanza (Italia)
Heather Reisman, Direttrice Indigo Books & Music Inc. ( Canada )
Matìas Rodriguez Inciarte, Vice Presidente Esecutivo del Gruppo Santander Bank (Spagna)
Mario Monti, Presidente Università Commerciale Luigi Bocconi (Italia)
Giulio Tremonti, Vice Presidente della Camera de Deputati (Italia)
Jean-Claude Trichet, Governatore Banca Centrale Europea (Francia)
Klaus Zumwinkel, Presidente dell’Ufficio Manageriale della Deutsche Post AG (Germania)
Robert B. Zoellick, Segretario di Stato (USA)
Adrian D. Wooldridge, Corrispondente Estero per The Economist
e molti altri partecipanti tra cui il Presidente del gigante delle telecomunicazioni Nokia e veterani quali Zbigniew Brzezinski (ex membro di spicco dell’amministrazione Carter), Bill Clinton (ex presidente USA) e Tony Blair (ex Primo Ministro britannico).

Tra i temi discussi troviamo sicuramente l’Iran, secondo quanto riportato dal quotidiano turco Daily Vatan (uno dei pochi che ha dedicato uno spazio a questo avvenimento) le nuove politiche energetiche in vista del caro petrolio e l’entrata della Turchia nella Comunità Europea. Il quotidiano conclude in modo ottimistico l’articolo, sostenendo che ?la scelta di Istanbul come sede per il meeting è un chiaro segno della nuova apertura nei confronti della Turchia da parte dell’Europa?. Ma gli altri contenuti dell’incontro non ci sono pervenuti.
Un bel mix di mistero e teorie cospirazioniste circonda, nuovamente, il Bilderberg tra cui quella più nota, detta ?teoria della mano invisibile?. Secondo coloro che hanno avuto l’opportunità di partecipare all’evento e ricevere la benedizione dell’élite, hanno potuto divenire diretti testimoni di ?un’impennata alla loro carriera?. Un quasi sconosciuto governatore dell’Arkansas è stato eletto presidente degli Stati Uniti un anno dopo la sua partecipazione al Bilderberg nel 1991, mentre Tony Blair è stato eletto Primo Ministro della Gran Bretagna tre anni dopo la sua partecipazione nel 1993.

Perchè, dunque, Margaret Thatcher, membro fedele della cerchia, perse il supporto del gruppo perdendo pure il suo posto da Primo Ministro nel 1990? Alcune teorie affermano che la lady di ferro non accettasse di trasferire la sovranità britannica riversandola in un Super Stato Europeo. Ciò, invece, non rappresentò affatto un problema per il suo successore John Major.
Ma potrebbe anche darsi che la lady aveva finito il suo ?compito? e la sua ?missione? di smantellamento dello stato sociale britannico con le sue privatizzazioni?
Un fatto ?curioso?, come riportato dal sito www.bilderberg.org, è che questo meeting sia stato preceduto nonché accompagnato da avvenimenti ?sospetti? all’interno del paese, senza che ne fosse divulgata notizia nel mondo.

- La capitale Ankara è stata, infatti, vittima di un recente attacco terroristico, in un centro commerciale, in cui hanno perso la vita 6 civili.
- Aerei militari F-16 americani hanno oltrepassato i confini orientali della Turchia senza identificarsi e senza permesso, giustificando l’accaduto come un semplice incidente. C’è da chiedersi a cosa serva l’alta tecnologia montata a bordo di queste perfette macchine da guerra.
- Quattro nuove banche straniere hanno iniziato la fase di fusione con banche turche.
- Il governo turco ha venduto alcune parti di territorio nazionale ad enti stranieri per riequilibrare il bilancio di stato.
- Sono previste le elezioni, il 22 luglio, per il nuovo governo turco che durerà 5 anni mentre le truppe americane hanno annunciato un imminente ritiro dai confini dell’Iraq, che di fatto non si sta verificando, ma che vede un ulteriore incremento del dispiegamento delle forze armate.
- Gli intellettuali turchi che alla luce dei fatti attuali, attraverso i mezzi pubblici sostengono che lo stato dovrebbe occuparsi maggiormente della sicurezza interna anziché sprecare risorse per gli affari esteri, noncuranti di ciò che sta accadendo all’interno del paese, vengono zittiti e tacciati da traditori.

C’è da chiedersi se a seguito dell’incontro turco, secondo la teoria della mano invisibile, sia prevista davvero un’impennata nel ruolo della Turchia, o se, come dimostrano i fatti, gli Stati Uniti d’America non abbiano, invece, trovato un’ulteriore zona cuscinetto per meglio gestire il loro controllo sull’Iraq e, indirettamente, anche sull’Iran, con la promessa di una condizione più determinante del paese, nell’economia mondiale.
Non dimentichiamo le recenti dichiarazioni di Putin, a sottolineare il reale ruolo che gioca l’Europa situata al centro tra due potenze. Egli ha, infatti, dichiarato che se non si appianeranno i rapporti con gli Stati Uniti, in particolar modo in merito alla questione del nucleare, punterà i missili contro l’Europa (TG1, TG2 di mercoledì 6 giugno 2006). Sarebbe come dire che se la Spagna non trova un accordo con i Paesi Baschi in merito al terrorismo di stato, allora punterà i missili contro l’Italia. Mi auguro che più di qualcuno abbia sussultato di fronte allo schermo a seguito delle incomprensibili affermazioni sopra riportate.
E’ comunque importante sottolineare che, nonostante la cerchia dei potenti si pregi di partecipare a questi meeting top secret, con tanto di cene top secret e campi da golf annessi all’Hotel (dal sito American Free Press), siamo sempre in grado di accedere, volendolo, alle informazioni a noi utili al fine di avere una più completa conoscenza della realtà in cui viviamo. E’ questo ciò che ci serve per contrastare l’imperialismo dilagante. E’ ciò che ci è utile per la crescita della nostra consapevolezza nei confronti della realtà e delle dinamiche che la regolano.

http://www.disinformazione.it/bilderberg2007.htm
Riferimenti: Appuntamento annuale con il Bilderberg Group

Somos más de OCHO

15 Giugno 2007 Nessun commento


Una de las consecuencias del modelo de desarrollo vigente es que los recursos del planeta no alcanzan para todos. La tarea del G8 es asegurar que alcancen para ellos y preservarlos de quienes quisieran compartirlos. La justicia distributiva no figura entre las virtudes de la globalización. Al club de los ricos corresponde el papel del can Cerbero, mientras los pobres son rehenes de aquel estilo de vida.
Si Brasil, México, Argentina, Indonesia, Pakistán, Bangladesh, Sudáfrica, Venezuela y Nigeria entre otros, se propusieran las metas, alcanzaran los ritmos de crecimiento de China y la India y decidieran imitar la sociedad de consumo occidental, el planeta colapsaría irremediablemente. No hay energía, agua ni materias primas para semejante eventualidad, la tierra no alcanzaría para construir autopistas, los vehículos no cabrían en las ciudades y el aire se volvería irrespirable.

Europa y los Estados Unidos no cuentan en su territorio ni con una mínima fracción de lo necesario para sostener sus dispendios. La escasez de energía los aterra y la dependencia de las existencias en el extranjero convierte a la superpotencia mundial en un Superman con pies de barro.

Tal vez Estados Unidos hubiera preferido opciones menos indoloras, pero el crecimiento incontrolable del consumo, sobre todo de energía, el inminente agotamiento de las fuentes tradicionales de hidrocarburos, agua dulce y madera, acompañadas por el auge del nacionalismo con aspiraciones desarrollistas y el desencadenamiento de procesos como el calentamiento global y los cambios climáticos, han revelado la urgencia de actuar vertiginosamente, no para evitar el desastre como para administrarlo e intentar sobrevivirlo.

La quiebra de la Unión Soviética y luego el 11-S, proporcionaron el escenario para poner en marcha el «Plan B», encaminado a acelerar el establecimiento de la hegemonía mundial. Ante la coyuntura, el imperio y sus clientes europeos, no vacilan en echar mano a los recursos necesarios para sostener sus estándares, sin importar dónde se encuentren, de qué modo se adquieren ni a qué precio. Lo inadmisible para el imperio es la vulnerabilidad y la incertidumbre.

Las tropas fueron a Irak por el petróleo y más tarde o más temprano, con una u otra excusa atacarán a Irán y tratarán de derrocar a Hugo Chávez y detener la Revolución Bolivariana.

Derribar gobiernos e incluso exterminar poblaciones no es un obstáculo que los inhiba y sus fronteras éticas son extraordinariamente flexibles.

En la realización de sus objetivos estratégicos, el exclusivista Club de los Ocho países más ricos del planeta está unido, no sólo por el pragmatismo de sus elites y sus gobiernos, la integración al sistema de la clase media de donde otrora surgieron las vanguardias políticas y culturales, la complicidad del mundo académico y científico y la frivolidad con que la mayoría de los habitantes de los países ricos, asumen las posiciones de sus gobernantes.

Las enérgicas demostraciones de los activistas del movimiento antiglobalización, rudamente reprimidas en todos los escenarios, no encuentran el eco necesario en los sectores académicos, intelectuales y científicos como tampoco, excepto magnificas excepciones, se asumen posiciones críticas respecto a proyectos como la conversión de alimentos en combustibles.

En esas demenciales empresas, los países imperialistas cuentan además con el entusiasmo de las oligarquías nativas que se benefician con la posibilidad de colocar nuevas producciones en los mercados externos, relanzando sus esquemas agroexportadores, mientras continúan ignorando las necesidades de sus poblaciones. Algunos elementos no oligárquicos, incluso de izquierda, son confundidos por la posibilidad de un crecimiento económico estructuralmente anómalo y deficiente.

El modelo de sociedad impuesto por los países ricos al Tercer Mundo no se refiere exclusivamente a los estilos de vida de las sociedades de consumo, sino a onerosas cargas determinadas por el orden internacional vigente. Ni China ni India han podido evadir enormes gastos en armamentos, determinados por enrarecidas situaciones a las que los Ocho no han prestado la debida atención ni realizado esfuerzo alguno por solucionar.

Si cada país que avanza por la senda que debiera conducir al bienestar de sus poblaciones, es obligado por realidades exógenas a invertir en armas, bombas y cohetes y llevar a la órbita sus propios satélites de comunicaciones y defenderse de las maniobras desestabilizadoras de la reacción mundial, tal como ocurre hoy con Venezuela, el camino se hará más difícil y para muchos prohibitivo.

Lo más sencillo en la reunión del G8 es la foto oficial: los ricos caben en un sofá; los pobres son más pero no están convidados.5 de junio de 2007

http://www.voltairenet.org/article148779.html

Riferimenti: Somos más de OCHO

L’ego: il falso centro

28 Maggio 2007 Nessun commento


Come prima cosa, si deve comprendere cos’è l’ego.
Un bimbo nasce.
Egli viene al mondo senza alcuna cognizione, né coscienza del suo sé. E
quando un bimbo nasce la prima cosa di cui diventa consapevole non è se
stesso: come prima cosa diventa consapevole dell’altro. E’ naturale, perché
gli occhi si aprono verso l’esterno, le mani toccano gli altri, le orecchie
ascoltano gli altri, la lingua sente il sapore del cibo e il naso sente gli
odori esterni. Tutti questi sensi sono aperti verso l’esterno.

Nascere significa questo.

Nascita significa venire in questo mondo: il mondo di ciò che sta fuori. Per
cui, quando nasce un bambino, egli nasce a questo mondo. Apre gli occhi,
vede gli altri.

Gli “Altri” significano il tu. Egli dapprima diventa consapevole della
madre. Poi, un po’ alla volta, diventa consapevole del suo corpo. Anche
questo è l’altro, anche questo appartiene al mondo esterno. Ha fame e sente
il suo corpo; il suo bisogno viene soddisfatto, ed egli si dimentica del
corpo.

E’ così che un bimbo cresce.

Prima diventa consapevole dell’altro, e poi, a poco a poco, in contrasto con
l’altro, diviene consapevole di se stesso.

Tale consapevolezza è una consapevolezza riflessa. Egli non è consapevole di
chi lui sia. E’ semplicemente consapevole della madre e di ciò che lei pensa
di lui. Se sorride, se gli fa dei complimenti, se gli dice: “Quanto sei
bello”, se lo abbraccia e lo bacia, il bimbo è soddisfatto di sé.

In questo modo, è nato l’ego.

Attraverso i complimenti, l’amore, le cure, egli si sente bene, sente di
essere apprezzato, sente di avere un significato. Nasce un centro.

Ma questo centro è un centro riflesso. Non è il suo vero essere. Egli non sa
chi è; sa solo quello che gli altri pensano di lui.

E questo è l’ego: il riflesso, ciò che pensano gli altri. Se nessuno pensa
che lui sia utile, se nessuno gli fa i complimenti, se nessuno gli sorride,
anche in questo caso nasce un ego: un ego malato, triste, rifiutato, simile
a una ferita; un ego che si sente inferiore, indegno. Anche questo è ego.
Anche questo è un riflesso.

Dapprima, viene la madre, e, all’inizio, la madre rappresenta tutto il
mondo. Poi, alla madre si uniscono gli altri, e il mondo continua a
crescere. E più il mondo cresce, più l’ego diventa complesso, perché vi si
riflettono le opinioni di molte altre persone.

L’ego è un fenomeno di accumulazione, un sottoprodotto della vita vissuta
con gli altri. Se un bambino vive completamente solo, non accadrà che in lui
cresca un ego. Ma questo non aiuta affatto. Egli rimarrà come un animale.
Questo non vuol dire che arriverà a conoscere il suo autentico sé, per
nulla!

Il reale può essere conosciuto solo attraverso il falso; quindi, l’ego è
necessario. Bisogna passarci attraverso. E’ una disciplina. Il reale può
essere conosciuto solo attraverso l’illusione. Non potete conoscere la
verità direttamente. Prima, dovete conoscere ciò che non è vero. Prima
dovete scontrarvi con il falso: questo incontro, vi aiuterà a conoscere la
verità. Se conoscete il falso in quanto tale, la verità sorgerà in voi.

L’ego è una necessità; è una necessità sociale, è una conseguenza della
società. La società è tutto ciò che vi circonda: non siete voi, ma quello
che vi sta intorno.

Tutto, eccetto voi, è la società. E tutti riflettono. Andrai a scuola e il
maestro rifletterà chi sei. Diventerai amico di altri bambini, e gli altri
bambini rifletteranno chi sei. Pian piano, tutti quanti aggiungono qualcosa
al tuo ego, e tutti cercano di modificarlo, in modo tale che tu non divenga
un problema per la società.

Gli altri non si preoccupano di te.

Il loro unico interesse è la società.

La società si preoccupa di se stessa, e così dev’essere.

A loro non importa che tu divenga un conoscitore di te stesso. A loro
importa che tu divenga una parte efficiente del meccanismo della società:
devi adattarti allo schema.

Quindi, cercano di darti un ego compatibile con la società.

Ti insegnano una morale. La morale comporta il darti un ego compatibile con
la società. Se sei immorale, in un modo o nell’altro, sarai sempre un
disadattato.

Ecco perché mettiamo i criminali in prigione: non perché abbiano fatto
qualcosa di sbagliato; non perché la prigione possa aiutarli a migliorare,
anzi… semplicemente, essi non sono compatibili. Sono fonte di problemi.
Hanno ego particolari, che la società non approva. Se la società li
approvasse, tutto andrebbe bene.

Un uomo ammazza qualcuno: è un assassino.

E lo stesso uomo, in tempo di guerra, uccide migliaia di persone… e
diventa un grande eroe. La società non è disturbata da un delitto, però il
delitto deve essere commesso negli interessi della società: in questo caso è
pienamente accettato. La società non si preoccupa della moralità.

La moralità presuppone semplicemente che tu ti debba adattare alla società.

Se la società è in guerra, la morale cambia.

Se la società è in pace, esiste una morale diversa.

La morale è politica sociale. E’ diplomazia. E ogni bambino deve essere
allevato ed educato in maniera tale, da rientrare negli schemi della
società: questo è tutto, in quanto alla società interessa avere componenti
efficienti.

Alla società non interessa che tu raggiunga la conoscenza di te stesso.

La società crea un ego, perché l’ego può essere controllato e manipolato. Il
sé non potrà mai essere, né controllato, né manipolato. Nessuno ha mai
sentito parlare di un società che controlli il sé: non è possibile.

E il bambino ha bisogno di un centro; il bambino è totalmente inconsapevole
del suo centro. La società gli dà un centro, e il bambino, a poco a poco, si
convince che quello sia il suo vero centro: l’ego che gli dà la società.

Un bambino torna a casa: se è risultato il primo della classe, tutta la
famiglia è felice. Lo abbracciate e lo baciate, ve lo prendete sulle spalle,
lo fate ballare, e gli dite: “Figlio bello! Siamo orgogliosi di te.” Gli
state dando un ego, un ego sottile. E se il bambino torna a casa deluso,
sconfitto, una frana — non ce l’ha fatta, oppure lo hanno messo nell’ultimo
banco — allora nessuno gli fa complimenti, ed egli si sente rifiutato… la
prossima volta ci metterà più impegno, perché il suo centro è stato scosso.

L’ego è sempre agitato, è sempre in cerca di alimento, in cerca di qualcuno
che gli faccia delle lodi. E’ per questo motivo che chiedete continuamente
attenzione.

Ho sentito raccontare:

Mulla Nasruddin e sua moglie stavano uscendo da un cocktail party, e Mulla
disse: “Cara, nessuno ti ha mai detto che sei affascinante, che sei bella,
che sei stupenda?”

Sua moglie si sentì salire alle stelle, era felicissima. Rispose: “Mi
domando come mai nessuno me l’abbia mai detto.”

Nasruddin replicò: “E allora, cosa te lo fa pensare… ?”

Tu prendi dagli altri l’idea di chi sei.

Non è un’esperienza diretta.

Sono gli altri a darti l’idea di chi sei. Essi danno forma al tuo centro.
Questo centro è falso, perché porti in te stesso il tuo vero centro.

Nessun altro può metterci voce…. non sono affari suoi!

Nessun altro gli può dare una forma… vieni al mondo con quel centro.

Tu sei nato con lui.

Quindi, tu hai due centri. Un centro tuo, che ti è dato dall’esistenza
stessa: questo è il sé. E l’altro creato dalla società: questo è l’ego. E’
una cosa falsa… ed è in se stesso un grandissimo stratagemma. Attraverso
di esso la società ti controlla: devi comportarti in un certo modo, perché
solo in questo caso la società ti apprezza.

Devi camminare in un certo modo; devi ridere in un certo modo; devi assumere
un certo comportamento, avere una morale, un codice. Solo così la società ti
apprezzerà, e se ciò non accade, il tuo ego ne sarà sconvolto. E quando
l’ego viene scosso, tu non sai più dove sei, non sai più chi sei.

Gli altri ti hanno dato quell’idea.

Quell’idea è l’ego.

Cercate di capirlo quanto più profondamente possibile, perché questa è una
cosa che si deve gettare via. E a meno che non la gettiate via, non potrete
mai raggiungere il sé… perché voi tutti siete dipendenti dal centro: non
potete muovervi, e di conseguenza non siete in grado di guardare nella
direzione del sé.

E ricordate: ci sarà un periodo di transizione, un intervallo di tempo,
durante il quale l’ego sarà fatto a pezzi; voi non saprete più dove siete,
né chi siete, e tutti i confini si confonderanno.

Sarete confusi, nel caos.

In questo caos, avrete paura di perdere il vostro ego; ma, deve essere così.
Bisogna passare attraverso il caos per arrivare a toccare il vero centro. Se
avrete coraggio, questo periodo sarà breve.

Se invece avete paura e ricadete nell’ego, e ricominciate ancora una volta a
organizzarlo, allora ci vorrà moltissimo tempo, forse addirittura intere
vite.

Una volta un bambino andò a far visita ai nonni; aveva solo quattro anni. La
sera, quando la nonna lo mise a letto, improvvisamente si mise a gridare, a
piangere: “Voglio andare a casa, ho paura del buio.”

La nonna allora gli disse: “So bene che anche a casa dormi al buio, non ho
mai visto la luce accesa, perché allora qui hai paura?”

Il bambino rispose: “E’ vero, ma quello è il mio buio; questo buio qui,
invece, non lo conosco.”

Anche dell’oscurità si pensa: “Questa è la mia”.

All’esterno… un’oscurità sconosciuta. Con l’ego la sensazione è: “Questa è
la mia oscurità.”

Può anche essere difficoltoso; può creare molte sofferenze, tuttavia si
pensa: è mio. Qualcosa da afferrare; qualcosa a cui aggrapparsi; qualcosa
sotto i piedi… non siete in un limbo, nel vuoto. Puoi anche essere
infelice, ma perlomeno esisti. Persino l’essere sofferente ti dà il senso di
“Io sono”. Se te ne allontani, arriva la paura; inizi a temere l’oscurità
che non conosci e il caos… perché la società è riuscita a far luce solo su
una piccola parte del tuo essere.

E’ come entrare in una foresta: fai un po’ di pulizia, liberi un piccolo
spazio, lo recinti, costruisci una capanna, un giardinetto, un prato… e
sei soddisfatto. Oltre la siepe, la foresta, il mondo selvaggio. Qui tutto è
a posto: hai pianificato tutto. E’ accaduta la stessa cosa.

La società ha fatto un po’ di pulizia nella vostra consapevolezza. Ha
ripulito perfettamente una piccola parte e l’ha recintata. E lì dentro tutto
è a posto.

E’ questo che fanno tutte le vostre università. Tutta la cultura e tutti i
condizionamenti, servono solo a ripulire quella piccola porzione del vostro
essere in modo tale da farvi sentire a casa.

Ma ecco che vi spaventate.

Oltre la siepe c’è il pericolo.

Voi esistete oltre la siepe, così come esistete al suo interno, e la vostra
mente cosciente è appena una parte, un decimo di tutto il vostro essere. Gli
altri nove decimi sono in attesa, nell’oscurità, e in questi nove decimi è
nascosto, da qualche parte, il vostro centro reale.

E’ necessario rischiare… essere coraggiosi.

Occorre fare un passo nell’ignoto.

Per un attimo, tutti i confini spariranno.

Per un attimo, avrete le vertigini.

Per un attimo, sarete spaventati e sconcertati, come se fosse avvenuto un
terremoto.

Ma se siete coraggiosi e non tornate indietro, se non ricadete di nuovo
nell’ego e continuate ad andare avanti… dentro di voi esiste un centro,
che possedete da vite intere.

Questa è la vostra anima, il vostro sé.

Quando vi ci avvicinerete, tutto cambierà, tutto si organizzerà di nuovo. Ma
questa volta l’assestamento non sarà opera della società. Ora ogni cosa
diventerà un tutto organico e armonico, non un caos: nascerà un nuovo
ordine.

Ma questo non è più l’ordine della società: è l’ordine stesso
dell’esistenza: è ciò che Buddha, chiama Dhamma; Lao Tzu, Tao; Eraclito,
Logos. Non è fatto dall’uomo: è l’ordine stesso dell’esistenza.

Ecco che allora, all’improvviso, tutto sarà di nuovo bello; anzi, per la
prima volta, è davvero bello, perché le cose fatte dall’uomo comune non
possono essere belle. Al massimo se ne può nascondere la bruttezza, ma
niente di più. Si può cercare di renderle attraenti, ma non potranno mai
essere belle.

La differenza è la stessa che esiste tra un fiore vero e uno di plastica, o
di carta. L’ego è un fiore di plastica, morto. Sembra un fiore, ma non lo è.
Di fatto, non lo si può chiamare fiore. Anche da un punto di vista
linguistico è sbagliato, perché un fiore è qualcosa che fiorisce, mentre
questo oggetto di plastica è solo un oggetto, non può fiorire. E’ morto, in
lui non c’è vita alcuna.

Tu hai, dentro di te, un centro in fiore. E’ per questo che gli hindu lo
chiamano Fior di Loto, perché è qualcosa che fiorisce. Lo chiamano il loto
dai mille petali.” Mille”, significa “infiniti petali”. E continua a
fiorire, non si ferma mai, non muore mai.

Voi, però, vi accontentate di un ego di plastica.

E sono molti i motivi per cui vi accontentate. Con una cosa morta ci sono
molti vantaggi. Il primo, è che una cosa morta non muore mai. Non può… non
è mai stata viva. Quindi, potete comprare fiori di plastica; sotto un certo
aspetto vanno bene: durano molto… non sono eterni, ma durano a lungo.

Il fiore vero, che spunta in giardino, è eterno, ma non dura a lungo. E ciò
che è eterno ha un suo modo di esserlo. E questa è la via di ciò che è
eterno: nascere e morire continuamente. Con la morte si ricrea, torna a
essere di nuovo giovane.

A noi sembra che il fiore vero sia morto… non muore mai, cambia
semplicemente corpo, e in questo modo è sempre fresco.

Lascia il vecchio corpo e entra in quello nuovo. Fiorisce da qualche altra
parte… e continua a fiorire.

Ma noi non siamo in grado di cogliere questa continuità, perché è
invisibile: vediamo solo un fiore e poi un altro fiore… non vediamo mai la
continuità.

E’ lo stesso fiore che è sbocciato ieri.

E’ lo stesso sole… ma con un abito diverso.

L’ego ha una sua qualità: è morto, è una cosa di plastica. Ed è molto facile
averlo, perché sono gli altri a dartelo. Non hai bisogno di cercarlo, non è
richiesta nessuna ricerca. Ecco perché solo diventando un ricercatore
dell’ignoto, potrai essere un individuo, altrimenti non lo sarai mai.

Tu sei solo parte della folla. Sei tu stesso una folla.

Se non hai un centro reale, come farai a essere un individuo?

L’ego non è dell’individuo. E’ un fenomeno sociale, appartiene alla società,
non è tuo. Ti dà però una funzione nella società, ti inserisce in una
gerarchia. E se ti accontenti di questo, perderai ogni occasione di trovare
il tuo “sé”. Ed è per questo che sei così infelice. Con un vita artificiale,
come puoi essere felice?

Con una vita falsa, come puoi vivere in estasi e in beatitudine? Ed ecco che
questo ego crea molte sofferenze, milioni di sofferenze.

Tu non lo puoi vedere, perché è la tua stessa oscurità e tu sei identificato
con essa.

Non hai mai notato che tutti i tipi di infelicità penetrano in te attraverso
l’ego? Non ti può rendere beato, può solo renderti infelice.

L’ego è l’inferno.

Ogni volta che soffri, cerca semplicemente di osservare, di analizzare… e
scoprirai, che è l’ego, in qualche modo, la causa di tutto. Inoltre, esso
continua a scoprire nuovi motivi di sofferenza.

Una volta mi trovavo a casa di Mulla Nasruddin, e la moglie diceva cose
terribili su di lui in modo rabbioso, villano, aggressivo, era quasi sul
punto di scoppiare, con violenza. Il Mulla se ne stava però seduto in
silenzio, e ascoltava. All’improvviso la moglie si voltò verso di lui e gli
disse: “E così, hai ancora da ridire, vero?”

Mulla rispose: “Ma se non ho aperto bocca.”

“Lo so”, rispose la moglie, “ma stai ascoltando in modo molto aggressivo.”

Sei un egoista, come tutti. Alcuni problemi sono grossolani, superficiali, e
non presentano troppe difficoltà. Altri invece sono sottili, profondi e sono
questi i veri problemi.

L’ego lotta in continuazione con gli altri, perché non ha nessuna confidenza
con se stesso; non può averne, è qualcosa di falso. Quando non hai niente in
mano e invece pensi di avere qualcosa, ecco che nasce il problema. Se
qualcuno dice: “Non c’è niente”, comincerà subito la lotta, perché anche tu
senti che non c’è niente… l’altro ti rende cosciente di questa evidenza.

L’ego è falso, è nulla, e questo lo sai anche tu. Come puoi non saperlo? E’
impossibile. Un essere consapevole, come può non sapere che il suo ego è
semplicemente falso? Gli altri gli dicono che non c’è niente, e tutte le
volte che gli altri ti dicono che non c’è niente, ti feriscono, dicono la
verità, e niente colpisce come la verità. Devi difenderti: se non lo fai, se
non stai sulla difensiva, che cosa accadrà di te?

Ti perderai. La tua identità si spezzerà.

Per questo devi difenderti e lottare: qui nasce il conflitto.

Chi è centrato nel suo sé, non è mai in conflitto. Possono essere gli altri
a lottare con lui, ma lui non si metterà mai in conflitto con nessuno.

Una volta, mentre un maestro Zen camminava per la strada, un uomo si
precipitò su di lui e lo colpì duramente. Il maestro cadde, poi si rialzò, e
riprese a camminare nella stessa direzione di prima, senza neppure voltarsi
indietro.

Un discepolo che era con il maestro rimase molto colpito e chiese: “Chi è
quell’uomo? Che cosa vuol dire tutto questo? Nessuno può voler uccidere un
essere che vive come te; e tu non lo hai neppure guardato. Chi è, e perché
l’ha fatto?”

Il maestro rispose: “E’ un problema suo, non mio.”

Puoi metterti a combattere con un illuminato, ma sarà un tuo problema, non
suo. E se tu rimani ferito in quella lotta, anche questo sarà un tuo
problema, non suo. L’illuminato non può colpirti. E’ come picchiare contro
un muro: ti potrai anche ferire, ma non è il muro che ti colpisce.

L’ego è sempre alla ricerca di guai. Perché? Perché se nessuno ti presta
attenzione, il tuo ego inizia a sentirsi affamato.

Vive sull’attenzione degli altri.

Perciò, anche se qualcuno lotta ed è in collera con te, questo ti va bene:
per lo meno ti ha prestato attenzione. Se qualcuno ti ama tutto va bene; ma
se nessuno ti ama, ti va bene anche la rabbia. Perlomeno sei oggetto di
attenzione. Se però questa attenzione non esiste, se nessuno pensa che sia
importante, che tu sia qualcuno, come farai a nutrire l’ego?

E’ necessaria l’attenzione degli altri… e tu cerchi di attirarla in mille
modi: ti vesti in un certo modo, cerchi di farti bello, ti comporti in modo
educato, cerchi di cambiare. Quando percepisci che la situazione è di un
certo tipo, ti adegui immediatamente, in modo che la gente ti presti
attenzione.

Questo è vero e proprio mendicare.

Un vero mendicante è colui che ricerca e chiede attenzione. E un vero
imperatore è colui che vive di se stesso, che ha un proprio centro e non
dipende da nessun’altro.

Buddha è seduto sotto l’albero del bodhi… se il mondo di colpo
scomparisse, farebbe forse qualche differenza per lui? No, per nulla. Se il
mondo intero scomparisse, non farebbe alcuna differenza, perché egli ha
conseguito il proprio centro.

Tu invece, se tua moglie scappa, divorzia, va con qualcun altro, vai in
pezzi, resti completamente sconvolto: lei, infatti, ti prestava attenzione,
si dedicava a te, ti amava, ti stava sempre attorno, ti faceva sentire
qualcuno. Ora, il tuo impero è completamente perduto, sei semplicemente
distrutto. Cominci a pensare al suicidio. Ma perché? Perché se la moglie ti
lascia, dovresti suicidarti? Perché se il marito ti lascia, dovresti
suicidarti? Perché non hai nessun centro che sia davvero tuo. Erano il
marito o la moglie a dartelo.

Questo è il modo in cui la gente vive. Questo è il modo in cui si diventa
dipendenti dagli altri. E’ una vera e propria schiavitù, ed è molto
profonda. L’ego deve essere schiavo: dipende dagli altri. Solo una persona
priva di ego è per la prima volta un maestro, non più uno schiavo. Cerca di
capirlo.

Inizia a cercare l’ego: non negli altri — che non ti riguarda — ma in te
stesso. Tutte le volte che ti senti infelice, meschino, chiudi
immediatamente gli occhi: cerca di scoprire dove ha origine questa
infelicità, e ogni volta scoprirai che il tuo falso centro è entrato in
conflitto con qualcuno.

Ti aspetti qualcosa… e non succede niente. Ti aspetti qualcosa… e accade
tutto il contrario: il tuo ego ne rimane sconvolto, cadi nell’infelicità più
nera. Limitati ad osservarlo: quando ti senti infelice prova a scoprirne il
motivo.

Le cause non stanno al di fuori di te.

Il motivo fondamentale è dentro di te, ma tu guardi sempre al di fuori,
chiedi sempre: chi mi rende così infelice?

Chi provoca questa mia rabbia, questa mia angoscia?

Se guardi all’esterno, non lo scoprirai mai.

Limitati a chiudere gli occhi e a guardare sempre dentro di te.

La fonte di ogni miseria, rabbia, angoscia, è nascosta dentro di te: è il
tuo ego.

E se trovi la fonte, sarà facile andare oltre. Se riesci a vedere che il tuo
stesso ego è la causa di ogni sofferenza, preferirai abbandonarlo, perché
nessuno può portarsi dietro la causa della propria sofferenza, una volta che
la conosce.

E ricordarti che non c’è bisogno di lasciar cadere l’ego. Non puoi farlo. Se
ci provi, arriverai ad avere un ego più raffinato che dirà: “Sono diventato
umile”.

Non cercare di essere umile. Di nuovo sarà una maschera dell’ego, ancora non
sarà morto. Non cercare di essere umile.

Nessuno può darsi da fare per essere umile; e nessuno lo può diventare
attraverso lo sforzo. Quando l’ego non c’è più, in te nasce l’umiltà. Non è
una creazione: è l’ombra del vero centro.

Un uomo davvero umile, non è, né umile, né egoista.

E’ unicamente semplice.

Non è neppure consapevole di esser umile.

Se si è consapevoli di essere umili, l’ego esiste ancora.

Guarda le persone umili… ce ne sono a milioni che credono di esserlo. Si
inchinano molto profondamente, ma osservali: sono gli egoisti più elusivi.
Ora si nutrono alla fonte dell’umiltà. Dicono: “Sono umile”, e poi ti
guardano e aspettano la tua approvazione.

“Come sei umile!” vorrebbero sentirti dire. “Sei davvero l’uomo più umile
del mondo; nessuno è umile come te.” E osserva il sorriso che compare sui
loro volti.

Che cos’è l’ego? L’ego è una gerarchia che si fonda sull’idea: ” Nessuno è
come me”, e che può benissimo alimentarsi con l’umiltà. “Nessuno è come me,
sono il più umile di tutti gli uomini.”

Una volta, accadde che un fachiro, un mendicante, pregasse in una moschea,
la mattina presto, quando era ancora buio. Era una festa religiosa per i
mussulmani, e lui pregava dicendo: “Non sono nessuno, sono il più povero dei
poveri, il più peccatore tra i peccatori.”

All’ improvviso, un’altra persona cominciò a pregare. Era l’imperatore di
quel Paese, che non si era accorto che qualcun altro stava pregando — era
ancora buio — e anche lui cominciò a dire: “Non sono nessuno, non sono
niente. Sono semplicemente vuoto, un mendicante che bussa alla tua porta.” E
quando si accorse che qualcun altro stava dicendo la stessa cosa, sbottò:
“Smettila! Chi è che cerca di superarmi? Chi sei? Come osi dire davanti al
tuo imperatore che non sei nessuno, mentre anche lui lo sta dicendo?”

Ecco come funziona l’ego. E’ così sottile e astuto, che bisogna stare molto,
molto attenti: solo così lo si può vedere.

Non cercare di essere umile, cerca semplicemente di capire che tutta
l’infelicità e l’angoscia nascono dall’ego.

Osserva semplicemente! Non c’è bisogno di lasciarlo cadere, non si può. Chi
ci riuscirà? A quel punto, colui che lo lascerà cadere, diventerà un nuovo
ego, perché l’ego ritorna sempre.

Qualunque cosa tu faccia, limitati a metterti in disparte e osserva, guarda:
non fare altro.

Qualunque cosa tu faccia — umiliarti, renderti modesto e semplice — niente
ti sarà di aiuto. Puoi solo fare una cosa: limitarti a osservare che l’ego è
la fonte di ogni miseria. Ma non dirlo, non ripeterlo, osserva. Perché dire
che è la fonte di ogni infelicità, e continuare a ripeterlo, non serve a
niente. Tu devi arrivare a capirlo. Ogni volta che ti senti infelice, chiudi
semplicemente gli occhi: non cercare di scoprirne le cause all’esterno;
prova a vedere da dove viene questa disperazione.

E’ il tuo stesso ego.

Se continui a sentire e a capire, se questa comprensione che l’ego ne sia la
causa, si radica profondamente in te, un giorno, all’improvviso, ti
accorgerai che l’ego è semplicemente scomparso. Nessuno lo lascia cadere;
nessuno è in grado di lasciarlo cadere. Puoi semplicemente osservare che, a
un certo punto, è scomparso, perché la comprensione stessa che sia l’ego a
creare ogni sofferenza, lo fa cadere. Questa profonda comprensione, è la
caduta stessa dell’ego.

Ma tu sei bravissimo a vedere l’ego degli altri; anche se nessuno, in
realtà, è in grado di vedere l’ego di un altro…. quando invece riguarda
te, nasce il problema, perché non conosci questa regione, non l’hai mai
attraversata.

Il vero sentiero verso il divino, verso l’assoluto, deve passare attraverso
la regione dell’ego. Bisogna riconoscere come falso ciò che è falso. Bisogna
riconoscere la fonte della nostra sofferenza in quanto tale, e a questo
punto l’ego cade da solo, semplicemente.

Quando ti rendi conto che è un veleno, cade da sé. Quando ti rendi conto che
è fuoco, cade da sé. Quando ti rendi conto che è l’inferno, cade da sé.
Quindi non affermare mai: “Ho lasciato cadere l’ego”. Ridi semplicemente di
tutto, del fatto che eri tu stesso l’autore di tutta la tua sofferenza.

Stavo guardando dei fumetti di Charlie Brown. In uno di questi, gioca con i
cubi, per costruirsi una casa. E’ seduto al centro, e monta le pareti… a
un certo punto, si trova chiuso dentro: ha costruito pareti tutt’intorno a
sé, e si mette a gridare: “Aiuto! Aiuto!”

E’ stato lui a fare tutto! E ora è chiuso dentro, imprigionato. E’ un
atteggiamento infantile, ma è quello che avete fatto tutti voi, finora.
Avete costruito una casa tutto intorno a voi, e ora gridate: “Aiuto! Aiuto!”
E la sofferenza aumenta a dismisura, perché colui che dovrebbe portarvi
aiuto, si trova sulla stessa barca.

Una donna bellissima va dallo psicanalista per la prima seduta, e lui,
d’acchito, le chiede: “Per favore si avvicini”. E non appena la paziente gli
si avvicina, il dottore le salta addosso, stringendosela tra le braccia e
baciandola.

La donna rimane esterrefatta. Lo psicanalista continua: “Ora si segga pure.
Questo risolve i miei problemi… adesso parliamo dei suoi!”

Il problema diventa complesso, perché chi dovrebbe portare aiuto, si trova
sulla stessa barca. Ed è, inoltre, felice di aiutare, perché in questo modo
l’ego si sente molto, molto bene: sei di grande aiuto, sei un guru, un
maestro, stai aiutando una infinità di persone; e quanto più numerosi sono i
tuoi seguaci, tanto meglio ti senti.

Ma tu sei sulla stessa barca: non puoi aiutarli.

Anzi, li danneggerai.

Chi ha ancora i propri problemi, non può essere di grande aiuto. Solo chi
non ne ha più, può aiutarti. Solo allora, avrà la chiarezza per vedere
attraverso di te: una mente che non ha problemi propri, può vederti: per lei
diventi trasparente.

Una mente che non ha problemi, può vedere dentro di sé, ed è per questo che
è in grado di vedere attraverso gli altri.

In Occidente, esistono numerose scuole di psicoanalisi, ma non sono di aiuto
alle persone, anzi sono piuttosto un danno. E questo perché chi aiuta gli
altri, o cerca di aiutarli, o si propone in quanto aiuto, in realtà si trova
sulla stessa barca di coloro che vorrebbe salvare.

E’ difficile vedere il proprio ego.

E’ molto facile vedere quello degli altri. Ma non è questo il punto, tu non
li puoi aiutare.

Prova a vedere il tuo ego.

Osservalo semplicemente.

E non avere fretta di lasciarlo cadere, osservalo semplicemente. Quanto più
lo osservi, tanto più sarai in grado di osservarlo. E un giorno,
all’improvviso, ti accorgerai che è semplicemente caduto. E quando cade per
conto suo, solo in questo caso cade veramente. Non c’è altro modo. Non puoi
farlo cadere prima del tempo.

Cade esattamente come una foglia secca.

L’albero non fa niente: basta un soffio di vento, qualcosa che accade… e
la foglia secca semplicemente si stacca. L’albero non si accorge nemmeno che
la foglia secca sia caduta. Non fa rumore, non pretende niente, proprio
niente.

La foglia secca cade semplicemente, e non fa altro che frantumarsi sul
terreno. Proprio così…

Quando, attraverso la comprensione e la consapevolezza, maturerai, e avrai
realizzato davvero che l’ego è la causa di tutta la tua sofferenza, un
giorno vedrai semplicemente cadere quella foglia secca.

Si poserà a terra, morirà per conto suo, senza che tu abbia fatto nulla,
senza la pretesa di essere stato tu a farla cadere. Ti accorgerai che l’ego
è semplicemente scomparso, e in quel momento emergerà il vero centro.

Questo vero centro è l’anima, il sé, dio, la verità o qualsiasi altro nome
gli vogliate dare.

E’ senza nome, per cui gli si può dare qualunque nome.

Puoi dargli tu stesso il nome che preferisci.

(di Osho)
Tratto da: “Oltre le Frontiere della mente”

————————–

Riferimenti: L’ego: il falso centro -

Non è compito mio

20 Aprile 2007 3 commenti


Questa è la storia di quattro persone chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno.
C’era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcunol’avrebbe fatto.
Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece.
Qualcuno si arrabbiò perchè era un lavoro di Ognuno.
Ognuno pensò che Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno capì che Ognuno non l’avrebbe fatto.
Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perchè Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare.

proverbio cinese
Riferimenti: Non è compito mio

la visione

31 Marzo 2007 Nessun commento


Un sera ero un po’ triste perché era accaduto l’ennesimo disastro ambientale nel quale una petroliera aveva versato in mare grandi chiazze di petrolio che erano finite sulla costa uccidendo pesci ed uccelli.

Per aiutarmi mi è stata data la visione che vi racconto.

Ho visto un grande tabellone da gioco molto simile a quello del Monopoli, ho intuito che questo tabellone corrispondeva a Madre Terra.

In alto, intorno a questo tabellone, c’erano molte anime in attesa del loro turno di scendere a giocare, molte erano desiderose ed impazienti di scendere.

Quando un’anima si incarnava diventava una pedina del gioco ed iniziava a passare le varie caselle fino alla fine del suo giro, poi si disincarnava e si rimetteva in attesa di un altro giro.

Lo scopo del gioco era fare esperienza nelle varie situazioni, o caselle, che il gioco ci avrebbe messo di fronte, durante il gioco si creavano molte relazioni e legami con le altre pedine.

La cosa fondamentale in ogni situazione non era quello che si faceva ma come lo si faceva, cioè l’intenzione con la quale si era compiuto un determinato atto.

Mi è stato fatto vedere per un po’ questo gioco con continue salite e ridiscese, situazioni ed intrecci di relazioni.

Alla fine, Dio, quando ha deciso che era giunto il momento, ha smontato il gioco dissolvendolo e facendolo ritornare energia.

Mi è stato fatto capire che nella mia vita devo solo fare del mio meglio, mettere sempre l’intenzione corretta in ciò che faccio e che questa è l’unica cosa che conta.

Non devo prendermi carico e preoccuparmi eccessivamente delle azioni fatte da altri, questo fa parte del gioco e delle esperienze di chi le sta compiendo.

Mi è stato fatto vedere che Madre terra è un luogo di esperienza appositamente realizzato a questo scopo e che quando Dio vorrà, lo dissolverà.

Stefano Marchesi

Riferimenti: la visione

Tali attività non appaiono legali

10 Febbraio 2007 Nessun commento


STATI UNITI – Dopo l?11 settembre, l?Office of Special Plans del Pentagono ha deliberatamente «fabbricato» l?intelligence che collegava Osama bin Laden con Saddam Hussein; queste false informazioni hanno trascinato l?America nella guerra in Irak.
Questa accusa si legge in un rapporto che è il risultato di un inchiesta dell?Ispettorato Generale del Ministero della Difesa Usa.
Il rapporto è stato consegnato alla Commissione Forze Armate del Senato.
Il presidente della Commissione, senatore Carl Levin, lo ha definito «una condanna devastante delle attività dell?Office». (1)
Il senatore Jay Rockefeller, che presiede la Commissione per l?Intelligence, ha aggiunto: «Tali attività, fossero o no autorizzate, non appaiono legali». Ha rincarato Levin: «La presunta complicità tra Bin Laden e Saddam è stato l?argomento usato per vendere al popolo americano la necessità della guerra?un?attività sbagliata, distorta, indebita, e altamente ripugnante». Il fatto è che l?Office of Special Plans era la centrale dei neocon ebreo-americani che hanno spinto, voluto e provocato l?invasione per il bene di Israele.
Guidato da Richard Perle (American Enterprise Institute), l?Office era sotto la diretta responsabilità del terzo viceministro israelita del Pentagono sotto Rumsfeld, il sottosegretario per la policy Duglas Feith.
Gli altri due, come noto, erano Paul Wolfowitz e il rabbino Dov Zakheim.
Il documento accusa esplicitamente Feith.
«L?Ufficio del sottosegretario alla Policy ha sviluppato, prodotto e poi disseminato tra i decisori al più alto livello del governo, notizie d?intelligence alternative sui rapporti tra Irak ed Al-Qaeda che contrastavano con le conclusioni dell?intelligence professionale», si legge nel sommario del documento, il cui testo è per ora riservato.
Ma il senatore Levin ha annunciato che lo declassificherà per portarlo alla conoscenza del pubblico.

E? una novità rilevante: è la prima volta che per la guerra viene chiamato in causa uno dei tre viceministri ebrei.
Rumsfeld ha perso il posto per il disasto iracheno, Bush è sotto attacco, ma nessuno ha mai criticato ufficialmente il ruolo da protagonisti di Feith, Wolfowitz e Zakheim nella decisione disastrosa della guerra. Ora, a quanto pare, le cose stanno cambiando.
Come mai?
Quasi certamente la «vecchia guardia» del potere americano, che ha cercato di mettere sotto tutela Bush jr. con la Commissione Baker, sta cercando di impedire la nuova guerra che Bush vuole scatenare – stavolta contro l?Iran.
E siccome anche questa nuova guerra è caldeggiata dagli stessi ambienti israeliti e israeliani che hanno «venduto» l?attacco a Saddam, la «vecchia guardia» sta lanciando loro degli «avvertimenti».
Il primo febbraio scorso Zbigniew Brzezinski, ascoltato da una commissione senatoriale, è giunto ad attribuire a Bush il progetto di «qualche provocazione in Irak o un attentato terroristico sul suolo americano di cui incolpare l?Iran», per giustificare l?azione militare contro Teheran. (2)
I grandi giornali, Washington Post e New York Times, hanno censurato questa frase di Brezinski. Ma per gli ambienti del potere, il suo messaggio è chiaro: uno di loro, un membro del Council on Foreign Relations, ex responsabile della sicurezza nazionale sotto Carter, un analista strategico di fama mondiale e profondamente interno agli ambienti militari, politici e finanziari, sta insinuando che Bush è capace di ordinare un falso attentato sul suolo americano.
Nel messaggio c?è una minaccia implicita: Brzezinski potrebbe riaprire il dossier di quell?altro, tragico attentato sul suolo americano dell?11 settembre, di cui i neocon debbono sapere qualcosa.
Ora, il rapporto dell?Ispettorato Generale del Pentagono va esattamente nella stessa direzione: se non è un avvertimento, è l?inizio di un?offensiva. Tanto più che il senatore Levin (ebreo) non fa? nulla per insabbiarlo, anzi vuole renderlo pubblico.

Ad aggravare la posizione di Feith, e forse di Wolfowitz e Zakheim, va considerata un?altra circostanza: dell?Office of Special Plans oggi sotto accusa faceva parte Larry Franklin, il funzionario del Pentagono che si è già dichiarato colpevole di spionaggio a favore di Israele, avendo passato documenti riservati sull?Iran a due dirigenti dell?AIPAC (la lobby ebraica).
Franklin è anche l?uomo che operò in Italia a fianco di Michael Leeden per fabbricare la falsa intelligence sull?uranio del Niger.
Un altro membro dell?Office of Special Plans era Ahmad Chalabi, il bancarottiere iracheno che Wolfowitz ha cercato di mettere a capo del governo-fantoccio da creare nell?Irak «liberato»: molto probabilmente, una delle prime fonti delle false informazioni.
Douglas Feith è il socio di uno studio legale, Feith & Zell, con sede a Tel Aviv e che si occupa di vendite di armamenti tra Usa e Israele.
Piazzato alla carica di vice-ministro del Pentagono da Rumsfeld, Cheney e Wolfowitz, si è dimesso nel gennaio del 2005: una settimana dopo che Seymour Hersh, il grande giornalista del New Yorker (ebreo anche lui) lo aveva accusato di lavorare con militari israeliani alla selezione dei bersagli potenziali per un attacco preventivo all?Iran.
Ma già erano stati sollevati dubbi sulla lealtà di Feith: secondo il Washington Post del 4 settembre 2004 il viceministro fu interrogato in relazione al caso Franklin: il traditore Larry Franklin, al Pentagono, lavorava alle sue dirette dipendenze. Ma in realtà, tutti e tre i vice-ministri ebraici sotto Rumsfeld hanno avuto difficoltà ad ottenere la «clearance» per l?accesso ai documenti più segreti. Paul Wolfowitz perché, nel 1978, fu sospettato di aver passato un documento segreto, riguardante vendite d?armi americane ad Israele, alla stessa lobby ebraica. L?inchiesta fu poi insabbiata.
Anche Richard Perle, intimo di Wolfowitz, fu intercettato dall?FBI mentre discuteva informazioni riservate con l?ambasciata israeliana. E nel 2003 dovette dimettersi dalll?incarico di consulente speciale del Pentagono per aver accettato mazzette da una ditta di armamenti che voleva ottenere, grazie a lui, la «clearance» come fornitrice delle forze armate americane.
Quanto a Dov Zakheim, rabbino con doppio passaporto, s?è dimesso silenziosamente nel 2005 ed è tornato a dirigere la sua azienda di avionica militare, la System Planning Corporation, che vanta fra l?altro un sistema capace di «teleguidare da terra fino ad otto aerei contemporaneamente»: un apparato che avrebbe potuto essere utilissimo per mettere a segno l?attentato islamico dell?11 settembre 2001.

Queste spie o sospette spie ebraiche hanno potuto operare per il bene supremo di Israele nelle più alte poltrone del Pentagono, perché protette da Rumsfeld e da Cheney.
Ma ora Rumsfeld non c?è più e Cheney è in difficoltà dopo il voto di medio termine, che ha dato ai democratici la maggioranza in Congresso.
Altro segnale inquietante per i neocon, ormai la discussione sulla «doppia lealtà» degli ebreo-americani è diventata argomento trattato nei giornali ufficiosi.
Su New Republic, il columnist John Judy (ebreo) ha attaccato «quelli che vogliono negare che gli ebrei americani e le organizzazioni ebraiche americane come l?AIPAC cadono nella doppia lealtà? quando influenzano la politica estera Usa. E? anti-semitismo, dicono?e nello stesso tempo, chiedono agli intellettuali ebrei americani una certa lealtà verso Israele, alle politiche israeliane e al sionismo come parte del loro essere ebrei. Così, essi fanno della doppia lealtà un fatto inevitabile dell?essere ebrei?molti ebrei oggi soffrono di doppia lealtà». (3)
Parole che non sarebbero state stampabili solo qualche settimana fa.
Anche questo un segnale, forse, degli stessi ebrei critici verso l?avventurismo neocon.

I neocon (finalmente) sotto accusa a Washington
09/02/2007 Maurizio Blondet
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1752&parametro=esteri
1) Lisa Alexandrovna, «Senator calls report ?devastating condemnation? of the Office of Special Plans», Raw Story, 8 febbraio 2007.
2) Steve Clemons, «Zbigniew Brezinski calls the Iraq war a historic, strategic and moral calamity», The Washington Note (newsletter), 4 febbraio 2007.
3) John Judy, «Split personality», New Republic, 8 febbraio 2007. «[Some] want to deny that American Jews and American Jewish organizations like AIPAC suffer from dual loyalty in trying to influence U.S. foreign policy. It?s anti-Semitic or contributes to anti-Semitism, they say, to make that charge. On the other hand, they want to demand of American Jewish intellectuals a certain loyalty to Israel, Israeli policies, and to Zionism as part of their being Jewish. They make dual loyalty an inescapable part of being Jewish in a world in which a Jewish state exists. And that?s probably the case. Many Jews now suffer from dual loyalty».

Riferimenti: Tali attività non appaiono legali

una sceneggiatura?

1 Febbraio 2007 Nessun commento


La guerra all?Iran pianificata sei anni fa
Lo ha rivelato il senatore Chuck Hagel, repubblicano, in una recente intervista: nel 2002 Bush, in previsione dell?invasione dell?Iraq, cercò di strappare al Congresso l?autorizzazione ad intervenire in ogni altro Paese del Medio Oriente.
Ecco il testo.
«Hagel: E alla fine, obtorto collo, la Casa Bianca mandò da approvare una risoluzione al Congresso. Era incredibile: diceva che loro potevano andare dovunque nella regione.
Domanda: Non era specifica per l?Iraq?
Hagel: No, no, diceva tutta la regione! Potevano andare in Grecia, dovunque?in Asia centrale! Era chiaro che intendevano l?intero Medio Oriente. Dovunque. Letteralmente dovunque. Nessun confine. Nessuna restrizione.
Domanda: Si aspettavano che il Congresso li lasciasse cominciare una guerra dovunque nel Medio Oriente?
Hagel: Sì, sì. Completamente aperto. Abbiamo dovuto riscrivere il testo. Joe Biden, Dick Lugar e io abbiamo modificato il frasario della Casa Bianca…».
Insomma già allora Bush cercò di avere mano libera per estendere la guerra a Siria e Iran.
Ciò conferma quel che emerge da un?accurata inchiesta (1): già da anni il gruppo di potere neocon aveva pianificato tutto.
La prima prova è del settembre 2000.
Si trova scritta nero su bianco nel fatale documento del PNAC («Project for the New American Century», nome in sè programmatico per un think-tank) intitolato «Rebuilding America?s Defense»: lo stesso documento che auspicava e prevedeva «un evento catalizzatore, come una nuova Pearl Harbor» per convincere gli americani a partire alla conquista del rango di sola superpotenza mondiale (l?auspicio si avverò l?11 settembre 2001).
Firmato da Paul Wolfowitz, Dick Cheney, Donald Rumsfeld e molti altri nomi neocon e futuri membri del governo, «Rebuilding America?s Defense» diceva tra l?altro: «Gli Stati Uniti hanno aspirato da decenni ad avere un ruolo permanente nella sicurezza regionale del Golfo. Anche se l?irrisolto conflitto con l?Iraq offre la giustificazione immediata, l?esigenza di una presenza sostanziale delle forze americane nel Golfo trascende la questione del regime di Saddam Hussein? Non possiamo permettere che [?] l?Iran o altri Stati simili indeboliscano la leadership americana, intimidiscano gli alleati americani o minaccino lo stesso suolo americano».

Questo programma è diventato la politica ufficiale USA con l?amministrazione Bush.
E il progetto è stato rievocato nei giorni scorsi da Nicholas Burns, sottosegretario di Stato, praticamente con le stesse parole del documento PNAC: «Il Medio Oriente non è una regione che debba essere dominata dall?Iran. Il golfo non è uno specchio d?acqua da lasciar controllare dall?Iran. Ecco perché vediamo gli USA dispiegare due squadre di battaglia portaerei nella regione».
Quasi subito dopo l?11 settembre ci furono una serie di riunioni tra Stephen Hadley, allora vice-consigliere della sicurezza nazionale, Rumsfeld , Wolfowitz e Douglas Feith (anche questo, ebreo e vice-ministro del Pentagono) per vedere come coinvolgere l?Iran nell?aggressione «giustificata» dall?attentato.
Probabilmente è in seguito a queste riunioni che Michael Leeden, che non aveva cariche governative, venne a Roma per presentare ai suoi due accompagnatori, Harold Rhodes e Larry Franklin (il funzionario del Pentagono oggi incriminato per aver passato documenti segreti a due capi dell?ebraica AIPAC) il faccendiere iraniano Manucher Ghorbanifar, già usato da Bush padre come mediatore in varie faccende con Teheran.
Leeden ha poi detto in un?intervista che si discusse di presunti guerriglieri iraniani che uccidevano i soldati americani in Afghanistan [sic].
Al principio del 2002, Leeden ha formato la «Coalizione per la democrazia in Iran», una facciata per mobilitare fuoriusciti iraniani ed ottenere il «regime change» a Teheran.
Insieme a Leeden era dell?impresa Morris Amitay, già direttore dell?AIPAC (American Israeli Political affaris Committee).
Nell?agosto dello stesso 2002 Larry Franklin, che al Pentagono era l?analista per l?Iran, passa i documenti riservati all?AIPAC: dirà, sotto interrogatorio, di averlo fatto sperando di provocare una «più dura risposta» americana contro Teheran.
Ma Bush era allora troppo assorbito nei preparativi contro l?Iraq.
E in quello stesso agosto rappresentanti del MEK (Mujaheddin el-Kalk), organizzazione catalogata come terrorista dagli USA, vengono invitati a tenere una conferenza a Washington: dove i benvenuti «terroristi» rivelano che Teheran ha un impianto nucleare segreto a Natanz.
E? la rivelazione che serve.

Sono evidentemente manovre messe in atto dalla lobby.
Lo dice, nel maggio 2003, la rivista ebraica Forward («New Front sets sights on toppling iranian regime»): «Una coalizione amichevole di falchi conservatori, organizzazioni ebraiche e monarchici iraniani [il figlio di Reza Pahlavi] stanno facendo pressione sulla Casa Bianca perché intensifichi gli sforzi per provocare un cambio di regime in Iran?due fonti dicono che l?esperto sull?Iran Michael Rubin [ebreo] sta lavorando per l?Office of Special Plans, una piccola unità allestita per raccogliere intelligence sull?Iraq, ma che secondo ogni apparenza lavora anche sull?Iran».
Febbraio 2003: Teheran ammette di avere in costruzione l?impianto di Natanz, asserendo che è destinato a produrre energia elettrica dal nucleare.
Leeden racconterà che l?Iran ha ricevuto segretamente da Saddam, prima dell?invasione, l?uranio del fantomatico programma nucleare iracheno: la CIA indaga su quest?accusa, ma non trova prova alcuna.
Rumsfeld insiste, esige dalla CIA una seconda indagine: stesso risultato.
Maggio 2003: Teheran fa dei passi per arrivare ad una soluzione pacifica della questione con gli USA. Secondo Lawrence Wilkerson, allora capo della staff di Colin Powell, queste aperture vengono sabotate da Dick Cheney. «La conventicola segreta ha ottenuto ciò che voleva, nessun negoziato con l?Iran», dirà Wilkerson. Colin Powell ha spesso alluso alla «secret cabal» come al gruppo che fa capo a Wolfowitz.
Nel 2005, il MEK («terrorista») viene addestrato, su ordine di Rumsfeld, per condurre attentati in Iran.
Ma già dal 2004 Bush ripete in ogni discorso che «gli USA non lasceranno che l?Iran si doti dell?arma atomica».
Nel frattempo, l?Office of Special Plans del Pentagono diventa l?«Iranian Directorate»: secondo l?ottimo giornalista Seymour Hersh, non si tratta solo di un cambio di nome.
Il nuovo-vecchio ufficio sta conducendo operazioni coperte dentro il territorio iraniano in preparazione di un attacco, mobilitando e finanziando le minoranze che abitano l?Iran, in primo luogo i curdi.
Queste operazioni segrete sono fatte con il settore militare anziché con la CIA: ciò per evitare, secondo Hersh, sia il controllo del Congresso, sia le obiezioni di John Negroponte, allora direttore della National Intelligence (quindi capo anche della CIA), il quale si è sempre dichiarato perplesso sulla reale pericolosità del programma nucleare iraniano.
Come sappiamo Bush, dopo le elezioni di medio termine, detronizza Negroponte e lo mette al Dipartimento di Stato, in posizione subordinata a Condoleezza Rice.

E arriviamo ai giorni nostri.
Un lettore (ahimè stupido) mi ha scritto canzonandomi: lei parla da mesi di un attacco all?Iran che non viene mai; se un giorno avverrà dirà di essere stato profeta? un lettore così interpreta le tremende vicende internazionali secondo i modi mentali (che gli sono propri) della tifoseria calcistica, quasi si trattasse di azzeccare un pronostico del Totocalcio.
Lui crede, evidentemente, che io mi inventi i pronostici, che tiri a indovinare.
In realtà, non faccio che riportare voci che si levano, paventando un attacco all?Iran, dentro e fuori l?America.
Il senatore Ron Paul ha detto esplicitamente pochi giorni fa che Bush, inviando due o tre squadre di portaerei nel Golfo (un centinaio di navi armatissime in uno specchio d?acqua esiguo e sovraffollato di petroliere) mira a provocare un «incidente del Tonchino» che costringa il Congresso a dare il suo assenso all?attacco (15 gennaio, su PrisonPlanet).
Scott Ritter, l?ex ispettore ONU, sta lanciando il grido: «Fermiamo la guerra all?Iran prima che cominci» (24 gennaio, su The Nation).
Ma ancora più esplicito è stato il generale Leonid Ivashov.
Già capo-dipartimento alla Difesa nei tempi sovietici, capo di Stato Maggiore della federazione post-sovietica (CIS), oggi Ivashov è vice-presidente a Mosca dell?Accademia di affari geopolitici: un organismo che esprime ad alta voce quel che il Cremlino non può dire apertamente. (2)
Ebbene: il generale Ivashov sostiene che ci sarà l?attacco, forse già nell?aprile 2007.
E che questo attacco sarà nucleare, non potendo gli USA, già impantanati in Iraq e in Afghanistan, affrontare una nuova offensiva terrestre e convenzionale: «Gli USA useranno armi atomiche contro l?Iran», dice testualmente: «sarà il secondo caso di uso delle armi nucleari in combattimento dall?attacco americano contro il Giappone nel 1945».
L?unico punto incerto è, aggiunge il generale, se il Congresso, ormai in mano ai democratici, possa autorizzare una simile estensione del conflitto.
«Per superare questo ostacolo può occorrere una provocazione, magari un attacco su Israele o gli USA?la scala di tale provocazione dovrà essere paragonabile a quella dell?11 settembre. Allora il Congresso dirà certamente sì al presidente».
Ancora: «Gli israeliani ricorreranno alla provocazione per giustificare la loro aggressione, subire qualche danno tollerabile per passare da vittime (3), e così gli sdegnati gli Stati Uniti destabilizzeranno l?Iran, facendo apparire ciò come una nobile missione punitiva».
E continua il generale: «Nelle prossime settimane vedremo la macchina da guerra dell?informazione cominciare a funzionare (4). L?opinione pubblica è già sotto pressione: ci saranno un?intensificazione dell?isteria militarista anti-iraniana, ?fughe? di notizie mandate alla stampa, disinformazione e così via. Ciò manderà un segnale all?opposizione filo-occidentale in Iran, di tenersi pronta per gli sviluppi imminenti. Gli USA sperano che un attacco inevitabilmente produrrà il caos nel Paese, e che sarà possibile finanziare alcuni generali iraniani per creare una quinta colonna».

E? il generale Ivashov che prevede, non io.
Attenzione alla sua allusione alle provocazioni giustificatorie dell?attacco: lui sa quel che dice.
Nostre fonti (non siamo ancora in grado di rivelarne i particolari) ci dicono che una di tali provocazioni è andata a male: la morte di Litvinenko a Londra sarebbe stata causata dalla preparazione fallita di far esplodere una «bomba sporca» nella capitale inglese. Sicuramente un incidente «paragonabile come scala all?11 settembre».
Singolare coincidenza: il 27 gennaio Ephraim Halevy, ex capo del Mossad, rivela di ritenere «molto probabile» che terroristi islamici mettano a segno un attentato atomico. «Non c?è bisogno che sia qualcosa di molto sofisticato», aggiunge: «Può essere qualcosa di semplice come una ?bomba sporca?, che invece di uccidere milioni di persone, ne uccide decine di migliaia».
Dopo di che, Halevy racconta che «la terza guerra mondiale è già cominciata», e che per vincere l?Islam ci vorranno «25 anni». (5)

Maurizio Blondet
____29/01/2007 ____________________________________
Note
1) Larisa Aleksandrovna e Muriel Kane, «Escalation of USA Iran military planning part of six-year Administration push», Raw Story, 23 gennaio 2007.
2) Leonid Ivashov, «Iran must get ready to repel a nuclear attack», Globalresearch, 24 gennaio 2007. Il testo merita una lettura completa.
3) La legge Mastella contro il negazionismo, che coincide con la «condanna di qualunque negazione dell?olocausto» votata all?ONU su mozione USA è evidentemente parte di questa vittimizzazione preventiva. Una vasta campagna concertata su scala mondiale, dall?ADL e dalla massoneria B?nai B?rith, in vista della «nobile missione punitiva». Tutto ciò serve a tacitare le critiche: di fronte all?incenerimento nucleare iraniano, Napolitano ci ricorderà che criticare il sionismo è antisemitismo.
4) La campagna della libera stampa è già cominciata, come forse ci siamo accorti. Singolare nel suo servilismo il Secolo d?Italia di Kippà Fini: in un articolo del 28 gennaio definisce la nostra la «civiltà ebraico-europea» (nemmeno più «giudaico cristiana», dunque), e chiama gli ebrei «il sale della nostra cultura». Non stupisce che Berlusconi abbia designato Kippà come suo degno successore?
5) «World war III ha already begun, says Israeli spy chef», AFP, 27 gennaio 2007. L?attentato atomico musulmano? «It doesn?t have to be something very sophisticated, It doesn?t have to be the latest nuclear technology, it can be something simple like a dirty bomb which instead of killing millions only kills tens of thousands, he said».
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1732&parametro=%20politica
Riferimenti: una sceneggiatura?

Scendiamo giù in piazza

20 Gennaio 2007 Nessun commento


Gore Vidal è venuto in questi giorni in Italia e ha inviato una lettera per il blog di Beppe Grillo.
?Caro Beppe,
l?umanità ? e con essa il mondo intero ? è a un bivio. Dobbiamo cominciare ad agire ora, perché se non cambiamo rotta vi sono buone probabilità che non ci sarà un mondo di cui preoccuparci tra dieci o quindici anni. E noi saremo morti, o moribondi. E la cosa più triste è che questo non accadrebbe a causa di un destino ineluttabile, ma per semplice mancanza di volontà politica…
Vi è bisogno di un impulso primitivo, di uno spirito di sopravvivenza, di cui non vi è traccia oggi. Nel 1957 scrissi una commedia intitolata: ‘Visit to a Small Planet’, e tutti rimasero sconvolti. Al tempo il pianeta era ancora considerato una fonte di eterna ricchezza, e tutt?altro che piccolo. Ovviamente oggi sappiamo che non è così. Recentemente ho avuto una conversazione con Gorbaciov, che mi ha chiesto: ?Sai qual è il liquido più importante della terra?? “La vodka??, ho risposto. ?Il petrolio?? ?No, l?acqua?, mi ha detto. Ed è vero. Anche l?acqua è una risorsa limitata. Ma l?umanità si è sempre crogiolata nelle sue illusioni di eternità…
L?umanità ? e l?Occidente in particolare ? deve cambiare radicalmente il proprio stile di vita se non vuole estinguersi. E un cambio di rotta deve venire prima di tutto dagli Stati Uniti, i primi consumatori e inquinatori al mondo. Il problema è convincere il nostro governo, o meglio il governo ombra che lo controlla, che risponde solo alle leggi di un capitalismo delirante. Che, in parole povere, consistono nel creare prodotti di cui non abbiamo bisogno e trovare il modo di venderceli, incuranti delle conseguenze. Per di più, il capitalismo non può sopravvivere che nell?assenza di leggi. Non obbedisce a nessuna legge eccetto quelle fittizie che il sistema stesso ha creato, come la ‘domanda e l?offerta’. È per questo che non possiamo aspettarci nessun cambiamento dall?alto, se non sotto il peso di una spinta popolare. È paradossale che molti governi, come quello degli Stati Uniti, si sentano legittimati a immischiarsi nella nostra libertà riproduttiva ma non spendano una parola sull?elettricità che consumiamo. È per questo che il cambiamento deve iniziare dal basso.
Quest?anno comincerò ad alimentare la mia casa, in California, esclusivamente a energia solare. Ma non vedo come lo possa fare il cittadino medio. È ancora molto costoso, almeno negli Stati Uniti. È per questo che l?azione individuale ? per quanto importante ? deve avere come obiettivo un cambiamento istituzionale. E oggi la nostra causa è sostenuta da una serie di strumenti potenti e innovativi, come Internet…
E dobbiamo andare ancora più in là nel riorganizzare le nostre vite. Ed è questa la parte difficile: rinunciare a quello che ci procura piacere non ha mai fatto parte della nostra natura. Pensate ai milioni di fumatori nel mondo. Io ho recentemente perso un carissimo amico che ha continuato a fumare fino al giorno della sua morte, nonostante sapesse che il fumo lo stava uccidendo…
La gente ? anche gli americani ? comincia a svegliarsi. Vi è un crescente sentimento rivoluzionario nell?aria. I governi cominciano a svegliarsi: guardo con ammirazione a quello che sta facendo Hugo Chavez, per esempio. È un?ispirazione per il mondo intero, a differenza degli Stati Uniti, che non sono un?ispirazione per nessuno, tranne per potenziali dittatori. Anche i nostri politici sanno molto bene quello che sta accadendo nel mondo, ma sono pagati per stare in silenzio. Questo non toglie che un giorno possano ribellarsi ai loro padroni. Ma vi avverto: il processo di cambiamento sarà anche un processo violento. Le élites ? le corporation ? non rinunceranno facilmente ai loro privilegi. Comunque, voi iniziate la rivoluzione e io sarò felice di essere il vostro Trotsky?.
Gore Vidal.
Riferimenti: Scendiamo giù in piazza